
Nel ventennale festival “La fiera delle parole”, Padova, apre le porte all’ascolto e alla lettura accogliendo letterati, giornalisti, filosofi, scienziati, studiosi locali e non. Cinque giornate appena concluse, svoltesi dal 30 settembre al 4 ottobre, per un evento che ha ospitato nomi illustri quali Umberto Galimberti, Tiziana Ferrario, Dacia Maraini, Gianrico Carofiglio, e molte altre firme del panorama culturale italiano, nonché rassegne di grande prestigio, per citarne una: La democrazia siamo noi. A scuola di cittadinanza con Tina Anselmi, curata da Marco Almagisti Laura Cesaro e Valentina Magrin.
Un festival che conta 250 ospiti, 145 eventi, 60 volontari e 15 sedi e che ogni anno registra una notevole affluenza confermando la città di Padova luogo di grande floridezza culturale .
Una manifestazione che pone al centro il dialogo e che, grazie anche alla dislocazione delle presentazioni in svariati punti di interesse della città patavina, coinvolge in maniera attiva l’editoria locale e non solo. Padova Fiere con i suoi spazi ha rappresento il fulcro della manifestazione, che si è allargata dai padiglioni della Fiera al San Gaetano, da Palazzo Moroni al Centro universitario padovano, dalla Biblioteca Civica allo Studio Teologico del Santo, dalla Facoltà teologica del Triveneto al Museo degli Eremitani.” La fiera delle parole” nasce, appunto, come sprone per la conoscenza e come luogo ideale di libertà che permetta agli scrittori e ai lettori un dialogo libero e privo di alterazioni e manipolazioni.
Una varietà di proposte culturali che spaziano dalla letteratura alla scienza fino alla teologia, accontentando le preferenze di un’utenza importante. Quest’anno, infatti, la manifestazione ha registrato oltre settantamila presenze, frutto di un’organizzazione in grado di fornire servizi adeguati alle esigenze degli scrittori e della moltitudine di appassionati accorsi.
Un laboratorio libero e democratico, quello della fiera delle parole, che lascia ampio spazio alla divulgazione e alla saggistica, permettendo un confronto attivo rivolto alle professionalità che si sono avvicendate sul palcoscenico di una Padova aperta al confronto. Colpisce infatti, l’informalità che ha sempre caratterizzato una manifestazione negli anni sempre più autorevole, costruita soprattutto nel rispetto dei lettori che hanno potuto incontrare i propri beniamini e partecipare ai firmacopie.
La manifestazione si è aperta il 30 di settembre con un nome altisonante, Umberto Galimberti, filosofo e docente universitario, che ha presentato il volume “Le disavventure della verità”, Feltrinelli edizioni, vincitore del Premio nazionale di letteratura Grazia Deledda 2025. Un volume che, con la peculiare chiarezza dell’autore, vuole invitare il lettore a riflettere sull’importanza della verità come sintomo di umanità. La ricerca del vero dal falso, che induce ad una sovversione dei fatti rispetto a come si percepiscono. Un invito, al pensiero critico e alla scoperta di noi stessi oltre ciò che il mondo moderno, spaccia per vero mediante strumenti artificiali.
Una giornata, quella di apertura che si è conclusa con il teologo Vito Mancuso e il volume Gesù e Cristo, Garzanti edizioni. Un volume che, partendo da fatti storici documentati, analizza con senso critico, il rapporto tra Gesù in quanto uomo, e Cristo unigenito figlio di Dio. Un’ambivalenza che porta il lettore a chiedersi chi fosse veramente questo uomo di grande levatura spirituale. Un’opera innovativa che s’interroga sulla cristianità partendo da prove documentali e da riflessioni.
Una manifestazione che ha alternato saggistica a narrativa coinvolgendo nomi noti del panorama letterario italiano: Mauro Corona, Marcello Simoni, Malvaldi e Bruzzone, Matteo Bussola, Enrico Galiano, Stefania Auci, Dacia Maraini, Matteo Strukul, Antonia Arslan, Matteo Righetto, Andrea Molesini.
Intensa, e a dir poco commovente, la presentazione dell’ormai ottuagenaria Dacia Maraini che ha allietato i fan con il volume “Scritture segrete. Le donne che hanno cambiato il mondo con la parola” , Rizzoli edizioni. Un volume dedicato alle donne, quelle dimenticate dal tempo eppure raffinate costruttrici del destino degli uomini. L’autrice traghetta il lettore in un viaggio intimo e profondo popolato di figure di donne scrittrici spesso censurate, che, con i loro scritti, hanno popolato l’immaginazione dell’autrice bambina fino a giungere a citare scrittrici che hanno sfidato il tempo e la modernità come Michela Murgia.
Un cammino, quello de “la fiera delle parole” che volge al termine nel migliore dei modi, aprendo mondi e costruendo un’infinità di strade che portano ad un futuro aperto all’ascolto e al confronto. Un mondo ideale, quello fatto di carta e parole, promosso da una manifestazione che si spera raggiunga sempre maggiori presenze.
Anna Di Fresco