
Il volume che presentiamo oggi nella nostra rubrica estiva dedicata alla lettura è quello di Federica Zanichelli “Tutto ciò che ho imparato sulla vita grazie al mio cane”.
Perché questa scelta? Perché d’estate c’è più tempo per stare all’aria aperta e più tempo da dedicare ai nostri amici a quattro zampe. Abbiamo quindi preso spunto da una presentazione di un volume sull’argomento avvenuta al Rifugio Pecorella di Alvignano.
Ci sono eventi che si esauriscono nella promozione di un’opera e altri che
diventano occasioni di incontro, confronto e riflessione. È quanto accaduto domenica 2
agosto a Pura Smart Veg Farmhouse – Il Rifugio Pecorella di Alvignano, dove Federica
Zingarelli ha presentato il suo volume davanti a un pubblico numeroso e partecipe.
A rendere l’appuntamento ancora più speciale non è stata soltanto la suggestiva cornice
immersa nel verde, ma anche la presenza di numerosi amici a quattro zampe che hanno accompagnato i loro proprietari. Una partecipazione che ha dato all’incontro un carattere inconsueto e perfettamente coerente con il tema del libro, trasformando la presentazione in un momento di condivisione nel quale uomini e cani hanno occupato lo stesso spazio, quasi a testimoniare il legame profondo che li unisce.
Fin dalle prime battute è apparso evidente che quello di Federica Zingarelli non sarebbe stato il semplice racconto della nascita di un libro. L’autrice ha scelto di accompagnare i presenti dentro un tratto significativo della propria esperienza, ripercorrendo l’incontro con Ajas, il cane che ha modificato profondamente il suo modo di guardare il mondo.
Con uno stile spontaneo, mai enfatico, ha raccontato come una relazione iniziata tra entusiasmo, aspettative e inevitabili difficoltà si sia trasformata, giorno dopo giorno, in un percorso di crescita condiviso. Lontano dall’immagine idealizzata del rapporto perfetto tra uomo e cane, il suo intervento ha restituito tutta la complessità della convivenza:
incomprensioni, tentativi, scoperte e piccoli traguardi quotidiani. È stata proprio questa sincerità a creare un’immediata sintonia con il pubblico.
Nel corso del suo racconto è emersa una riflessione che va ben oltre il mondo cinofilo. Il cane, nelle parole dell’autrice, non è soltanto un compagno di vita, ma una presenza capace di mettere in discussione abitudini, certezze e punti di vista. Vivere accanto a lui significa imparare a rallentare, osservare, ascoltare e accettare che la relazione non possa
essere governata esclusivamente dalle aspettative umane.
Da questa esperienza prende forma anche il libro. “Tutto ciò che ho imparato sulla vita grazie al mio cane” non è un manuale di educazione cinofila né una raccolta di consigli per proprietari. È una narrazione autobiografica che utilizza il rapporto con Ajas per affrontare temi universali come il cambiamento, la consapevolezza, la fiducia e la capacità di
rileggere sé stessi attraverso la relazione con l’altro. Il volume è arricchito dai contributi dell’educatore cinofilo Antonio Carpino, che approfondisce l’approccio cognitivo zooantropologico della SIUA, della psicoterapeuta Camilla Pallottino e dalle illustrazioni di Viola D’Amaro e Gaia Barsanti, che accompagnano il lettore con delicatezza lungo il percorso narrativo.
L’incontro ha lasciato spazio anche al dialogo con il pubblico. Molti presenti hanno condiviso episodi della propria esperienza con i rispettivi cani, ritrovando nelle parole dell’autrice emozioni e interrogativi comuni. Ne è nato un confronto spontaneo che ha arricchito ulteriormente il pomeriggio, trasformando la presentazione in una conversazione collettiva sul valore della relazione tra esseri umani e animali.
La presenza dei tanti cani ha contribuito a rendere l’evento ancora più autentico. Seduti accanto ai loro compagni umani, hanno rappresentato il filo invisibile che univa le storie raccontate durante l’incontro. Una presenza silenziosa ma eloquente, capace di ricordare come il linguaggio dell’affetto passi spesso attraverso gesti, sguardi e fiducia, molto prima delle parole.
Al termine della presentazione, Federica Zingarelli si è fermata a incontrare i lettori per il firmacopie. Tra dediche personalizzate, fotografie e conversazioni informali, il dialogo è proseguito lontano dal tavolo dei relatori, confermando, ove mai ve ne fosse stato ancora bisogno, il clima di vicinanza e partecipazione che aveva caratterizzato l’intero pomeriggio.
Quello di Alvignano è stato molto più di un appuntamento letterario. È stato un invito a riflettere sul valore delle relazioni, sulla straordinaria capacità degli animali di insegnare senza parole e sul ruolo che la letteratura può assumere quando nasce da esperienze vissute con autenticità. La storia di Ajas, raccontata con misura e sincerità, ha offerto ai
presenti l’occasione di guardare con occhi diversi non soltanto il rapporto con il proprio cane, ma anche il modo in cui ciascuno costruisce ogni giorno il legame con sé stesso e con gli altri.
Mauro Galliano