
Antonio e Michela hanno raggiunto un punto cruciale della loro vita. Entrambi si trovano alla fine di un percorso intenso che li vedeva legati, rispettivamente, ad un lavoro e ad un matrimonio. Per l’uno il pensionamento, per l’altra un divorzio che segna la fine di una storia durata vent’anni. Il destino li farà rincontrare casualmente, aprendo loro le porte di un viaggio che rappresenterà rinascita; in equilibrio su due ruote. Animati da spirito di avventura e bisogno di riscoprirsi, agguanteranno i manubri delle bici, verso un orizzonte inaspettato che si muove in parallelo con i moti delle loro anime.
É tempo di partire, Bookabook edizioni, seconda opera dello scrittore Roberto Valgimigli, è un volume che racconta il vissuto profondo di ognuno di noi. L’autore narra la storia di Antonio e Michela e lo fa intrecciando le esperienze di personaggi che hanno lasciato un segno nella storia dell’umanità.
Un messaggio di speranza, quello che Valgimigli vuole far passare, mediante i racconti, spesso struggenti, di vite spezzate dal dolore ma rinate dalle ceneri. Il lettore scoprirà, nelle pagine di questo volume, esperienze ed emozioni che, di certo, hanno attraversato la vita dell’autore, ex cooperante internazionale impegnato nel Burkina Faso, Perù, Ecuador, Tanzania, Nepal, Giordania. Una vita che si confonde con quella degli altri e con la speranza alla quale si aggrappano i personaggi rievocati nel volume. Di qui, la passione per la storia, che l’autore esplicita, appunto, con un’attenta ricerca storica riguardo ai personaggi citati. Colpisce la parte umana, che lo scrittore sottolinea delicatamente attraverso uno stile sobrio e scorrevole.
La storia parte con le separazioni:
“(…)si accorge di come giungere al fatidico traguardo sia ben differente da come aveva immaginato. Non prova ansia, non sente alcuna fretta interiore; non ha più scadenze ufficiali né orari da rispettare e, in fin dei conti, ha deciso di congedarsi anche per questo motivo. È convinto che la vita sia una sola e che ognuno debba essere l’attore principale della propria esistenza, per questo adesso vuole godere, per qualche minuto almeno, dell’ebrezza che in molti considererebbero mera follia di un soggetto balzano. Desidera essere libero… di commettere errori, di mangiarsi le mani, di giocare le proprie carte e anche di tornare indietro, senza rimpianti per ciò che poteva essere e che non è stato.”
Antonio ha lavorato quindici anni in un’azienda, coltivato amicizie, esperienze, vivendo una normalità che, ad un certo punto, gli crea dei pesi sul cuore. Vuole essere slegato da tutto questo, vivere, finalmente, fino a quando c’è tempo, e rinascere ogni giorno. Saluta tutti con la consapevolezza che da quel giorno orari e scadenze non saranno più un problema.
“«Addio, Tabita. Buona vita.» Michela sente alle sue spalle, ormai in lontananza, la voce del suo ex marito. La firma del definitivo divorzio è appena stata apposta, in un austero tribunale nel centro di Roma, davanti a un freddo funzionario più intento a ordinare pratiche e scartoffie che a considerarli davvero. Termina così, in un battito di ciglia, una storia d’amore quasi ventennale, sbocciata tra i banchi di scuola in un lontanissimo mese di aprile, ripassando una lezione sulla Prima guerra mondiale, sdraiati in un prato tra violette e margherite.”
Michela, ha il cuore spezzato. La sua storia d’amore è finita, senza volerlo, sbiadendosi negli anni come un vecchio ricordo che fatica a riemergere. Si lascia alle spalle un rapporto logoro, che si trascinava solo per dare ad esso ancora un senso, ma la consapevolezza che ormai la fiamma si era spenta, irrimediabilmente, la conduce al divorzio. La fine di questo rapporto spinge Michela ad interrogarsi sulla vita e sulle scelte del passato.
Interessante risulta il parallelismo che l’autore fa ponendo le due storie su un piano paritetico, direi, simbiotico. Entrambe le esperienze rappresentano rapporti che, in qualche modo, manipolano l’esistenza, sottoponendo l’individuo in uno stato di bisogno. Il lavoro come un rapporto amoroso, sfiancato dalla routine e dalla necessità di rinascere come singoli.
Colpisce il coraggio con il quale i due protagonisti affrontano la separazione, che, non è fallimento, ma sintomo di fluidità. Il volume, nelle sue duecento pagine, educa il lettore a rintracciare gli strumenti utili per rialzarsi, usando come esempio esperienze di vita, come quella di Kathrine Switzer , che nell’aprile del 1967 sfidando regole anacronistiche, che imponevano l’esclusione delle donne dalla maratona come sport agonistico, con il numero 261 partecipò alla maratona di Boston. Kathrine tagliò il traguardo con vesciche ai piedi e calzini sanguinanti. La sua grande tenacia, le aveva permesso di completare il tracciato correndo per quasi quattro ore e trenata minuti, nonostante le avversità e i tentativi di fermarla. Quel suo gesto ha segnato un progresso significativo a favore dell’uguaglianza tra uomo e donna nello sport. Il volume prosegue con altri esempi di coraggio, e in particolare, colpisce la storia di Yaguine Koïta e Fodé Tounkara i due ragazzini di appena quattordici anni, che nell’aprile del Novantanove si introdussero nel vano carrello di atterraggio dell’aereo Sabena Airlines Airbus A 330 diretto a Bruxelles. Entrambi erano determinati a recapitare un messaggio “ai signori membri e responsabili dell’Europa” affinché, grazie al loro gesto, i paesi ricchi d’occidente, volgessero uno sguardo alle vite povere e fragili dei bambini d’Africa. Atterrarono agli inizi di agosto a Bruxelles, morti assiderati, e con loro furono rinvenute le pagelle scolastiche e una lettera struggente piena di speranza e di innocenza. Erano riusciti a raggiungere il cuore del mondo, tanto che poco dopo, il regista Paolo Bianchini realizzò un film commovente dal titolo “il sole dentro”. Nonostante la loro vita spezzata, due ragazzini poveri e affamati di futuro, con il loro gesto sono riusciti a diffondere un grido di aiuto e di speranza verso un mondo più giusto. Un grido di dolore che arriva dalle loro braccia protese l’uno verso l’altro, in un abbraccio eterno.
Queste, e tante altre storie, intense, verranno trattate con maestria e delicatezza, accompagnando il lettore in un viaggio che vedrà i protagonisti, narratori di una storia in movimento.
Il viaggio di Michela e Antonio sarà ricco e complesso, lo stesso che il lettore affronterà esplorando, non solo luoghi e vissuti, ma la parte profonda del proprio io che spesso si confonde con la quotidianità, a volte, ripetitiva e mortificante.
Anna Di Fresco