Devi arrivare ai ringraziamenti per scoprire quale sia “La cura”, ma devi leggere tutte le storie racchiuse in questo libro per poterne apprezzare l’infinita grandezza. Ai miei tempi quando andavo a scuola esistevano due soli libri, quello di “letture” ed il “sussidiario”, quest’ultimo racchiudeva tutte le nozioni per accompagnare lo scolaro ed aiutarlo nei suoi primi passi verso la conoscenza.

Ecco se dovessi definire “La Cura”, l’ultimo lavoro di Concita De Gregorio, edito da Einaudi, lo chiamerei proprio così…un sussidiario. Uno strumento per accompagnarci nel difficile ma al tempo stesso affasciante viaggio della nostra vita.
Se la scoperta di una malattia traccerà il segno del Tempo, dividendolo fra un prima ed un dopo, sarà proprio il Tempo lo spazio su cui costruire il proprio futuro. Un Tempo, che come l’autrice scrive: “sarà più corto, ma più largo”; forse anche più ricco, più intenso, più profondo.
L’autrice, ci racconta spaccati della sua vita, racchiusi nei ricordi talvolta confusi della Mamma, ed a queste storie affianca quelli delle sue giovani nuove amiche, conosciute nelle lunghe ore di ospedalizzazione, quando davvero il Tempo assume una forma nuova, sospesa, ma non per questo priva di sorrisi e di allegria.
Un capitolo è dedicato alla musica ed anche qui la De Gregorio riesce a fondere, un prima ed un dopo.
Il ricordo dello studio che la Mamma dedicava al pianoforte, lo sforzo che la disciplina e l’esercizio richiedevano, diventano musica anche nel “bip di una macchina che monitora il battito del cuore”. Anche quella è musica; e se il maestro Ezio Bosso sosteneva che “Non esiste l’ultima nota”, perché l’ultima nota suonata da uno strumento è sempre la prima di un altro… la musica diventa al tempo stesso espressione di salvifica eternità.
Leggere le sue parole, farle scorrere lentamente, assorbirle affinché possano diventare nutrimento per la nostra anima. Questo ci permetterà di comprendere la grandezza di quello che é un vero e proprio dono. Un “sussidiario” intriso d’amore, una “cura” per le nostre misteriose, faticose ed incredibili vite.

Renata Buonaiuto