Rileggere il mito di Giovanna D’Arco da un punto di vista laico più che religioso. È quello che ha fatto Valeria Parrella nel volume “La Ragazzina” per Feltrinelli Editore. L’autrice non nuova a questo tipo di esperienza, vedi “La Fortuna” sempre con Feltrinelli nel 2022, ha infatti ricostruito il percorso storico e personale di una delle figure più affascinanti della storia al femminile, ma non solo. Diversamente dal lavoro del 2022 ambientato nella Napoli antica, l’attuale volume pur avendo come inevitabile sfondo la Lorena del 1400, luogo di nascita della contadina francese, ne analizza la figura fondendo passato e presente.

Una donna, quindi, prima che una Santa, canonizzata nel 1920 da Benedetto XV, restituita nella sua autenticità di ragazza che si oppone a scelte che non le appartengono.

Al di là della Storia, la giovane vittoriosa di Orléans, nel suo decisivo ruolo nella guerra dei Cent’anni, viene analizzata dalla Parrella non come iconico personaggio storico, ma come una “ragazzina” viva, ostinata, libera, che, come, diremmo noi oggi si “mette di traverso”.

 È l’eterna lotta contro i pregiudizi, contro il potere maschile, contro chi vorrebbe la donna silente e sottomessa. Un romanzo che sotto quest’aspetto annulla il trascorrere del tempo dando al bisogno di libertà della donna un unico comune denominatore nella storia.

Come tutte le eroine anche Giovanna si oppone. Non per un atto di superbia ma al contrario per un atto di amore, di amore per la vita, e lo fa senza devastazioni, senza gratuite violenze, ma cercando solo pace e giustizia per tutti. Una fiaba, forse, se volete, dove accanto alla sedicenne in testa ad un esercito per riportare Carlo VII sul trono di Francia, c’è una ragazzina sorridente senza armatura, che ride e scherza con la sorella, che parla alla madre, che continua, come tutte le fanciulle della sua età, a sognare.

Un parallelismo con le adolescenze del nostro tempo nel rigoroso rispetto storico di ciascuna identità. Il coraggio di rischiare per un’idea, perché è solo così, sottolinea con questo lavoro l’autrice, che si possono davvero cambiare le cose. La storia insegna e sarebbero tanti gli esempi che si potrebbero portare: Anna Frank, una delle testimonianze più potenti contro l’odio e l’oppressione; Malala Yousafzai, Premio Nobel per la Pace a 17 anni, simbolo della lotta per il diritto all’istruzione delle bambine in Pakistan; Greta Thunberg, riferimento per i giovani del mondo contro l’inerzia dei potenti nei confronti del cambiamento climatico; e la lista sarebbe lunghissima, inesauribile. Tuttavia, la Parrella con il suo “Ragazzina” ci invita più semplicemente a guardarci intorno, a cercare  nelle nostre piazze, nelle tante terre oggi martoriate dalla guerra, i volti di quelle ragazze che come “Giovanna” non sono più disposte ad abbassare lo sguardo.

Anna Di Fresco