Buon 1° Aprile. Il mese del “dolce dormire”, quello in cui la primavera prende davvero il via con i suoi colori e profumi: le piante fioriscono, le giornate si allungano e il sole torna a farsi sentire. Ma attenzione, perché il mese potrebbe aprirsi con qualche sorpresa.

Sì, perché il primo aprile è conosciuto ovunque come il giorno del Pesce d’AprilePoisson d’Avril in Francia, April Fools’ Day nel mondo anglosassone. Il significato è sempre lo stesso: la giornata dedicata agli scherzi, ai tranelli e alle bugie innocue da rifilare ad amici e conoscenti. Insomma, tutto ciò che accade quel giorno potrebbe non essere proprio vero.

A divertirsi non sono solo i più piccoli: anche i “grandi” partecipano, e tra i più creativi c’è Google, che ogni anno propone uno scherzo diverso, come la possibilità di “annusare” i risultati delle ricerche grazie a Google Nose.

Ma perché esiste questa tradizione? Le leggende che cercano di spiegarne l’origine sono molte e molto diverse tra loro.

Una delle più note rimanda al calendario giuliano: il 1° aprile segnava l’inizio del nuovo anno, poi spostato al 1° gennaio con l’introduzione del calendario gregoriano. Chi continuava a festeggiare Capodanno alla vecchia data veniva preso in giro e diventava bersaglio di burle.

Un’altra storia riguarda Cleopatra, che volle prendere in giro Marco Antonio durante una gara di pesca. Lui aveva ordinato a uno schiavo di attaccare un pesce all’amo per fare bella figura, ma Cleopatra lo fece sostituire con uno ricoperto di pelle di coccodrillo.

Secondo un’altra tradizione, il 1° aprile segnava l’inizio dell’anno agricolo e della stagione della pesca. Le prime settimane, però, erano spesso poco fruttuose e i pescatori che tornavano a mani vuote diventavano oggetto di scherzi e prese in giro.

Questa leggenda ci riguarda da vicino, perché è associata a due città italiane, Genova e Napoli, e al mito di Partenope. Si racconta che la sirena, fondatrice e protettrice della città, avesse trasformato i pesci dei marinai usciti in mare il 1° aprile, rendendo quella data poco propizia per la pesca. Da qui la tradizione scaramantica di regalare pesciolini di cioccolato avvolti nella stagnola blu.

È però necessaria una precisazione: questa usanza è legata anche a una tradizione tutta italiana, la Festa di Sant’Andrea, celebrata il 30 novembre. Sant’Andrea, pescatore della Galilea e fratello di Pietro, è molto venerato nella Tuscia, in particolare a Viterbo. Qui il gesto di regalare il pesce è stato sostituito da quello di donare pesciolini di cioccolato avvolti in stagnole colorate. Si narra che il parroco della chiesa di Sant’Andrea, nel quartiere Pianoscarano, li distribuisse ai bambini, che ancora oggi attendono il mattino del 1° aprile per trovare il loro pesciolino nel piatto lasciato sul davanzale, un po’ come un dono di Babbo Natale.

Il pesciolino di cioccolato è certamente il dolce più noto, ma le ricette possono essere infinite: basta che il piatto abbia la forma di un pesce. Una volta realizzata una base a forma di pesce, la si può decorare con ingredienti dolci o salati per creare occhi, bocca e squame.

Un esempio? Una crostata di fragole: la crema può diventare il viso del pesce, mentre le fragole tagliate sottili formano il corpo. Da abbinare magari a uno spumante demi-sec.

Per gli sportivi magari c’è la fetta di pane proteico, con formaggio spalmabile , con il salmone a comporre il viso e il cetriolo a formare le squame, cui volendo abbinare si può abbinare un calice di vermentino ligure.

Sul web si possono trovare tante idee creative con cui divertirsi anche sulla scia dello scherzo e la dissimulazione è il caso di “Le ricette del designer” dove si propone il “Pesce di Aprile” un finto cono gelato realizzato con vari tipi di farine e un ripieno di merluzzo e patate a mo di spuma, proprio per ingannare l’occhio. Per completare l’abbinamento e sgrassare il cono fritto si potrebbe gustare con un fresco Cava spagnolo.

Non vi resta che realizzare o inventare la ricetta che più vi aggrada per augurare buon Pesce d’Aprile!

Antonella De Cesare