“Mo’ vene Natale” di Maria Rosaria Pugliese, Aperion edizioni, è una raccolta di 15 storie sul periodo natalizio. Un viaggio emotivo che intreccia tradizione, memoria e riflessione personale. L’autrice ci accompagna in un percorso storico- culturale che parte dalle radici del Natale per giungere all’aspetto più intimistico della ricorrenza.

Un mosaico di storie che, grazie alla peculiare sensibilità narrativa della Pugliese, sfidano la tradizione gioiosa della festività creando atmosfere surreali e fantastiche che offrono spunti di riflessione sull’essenza stessa del Natale.

L’autrice, poliedrica, usa lo stile del racconto breve per accompagnare il lettore in un vero e proprio viaggio nelle immagini e  nei colori, con una forma che passa dal colloquiale al poetico, caratterizzata da un lessico ricco di sfumature evocative con una prosa elegante e fluida che non esclude il simbolismo.

Da sfondo il sentimento di malinconia che accompagna gli immaginifici personaggi di questo volume, che tuttavia veicolano, con le loro storie, ad un messaggio di speranza e di risolutezza, inducendo il lettore verso la consapevolezza che il Natale non è sempre sinonimo di armonia, ma anche di rinascita dalle difficoltà. Il lettore incontrerà: una zingara che abbandona il presepe, una famiglia che vaga verso il nulla, sconosciuti che condividono la Vigilia in metropolitana.

Fantasia e surrealismo dominano in uno scenario in cui libri e piante prendono vita. Elementi fantastici che non sono ornamento ma strumenti atti ad interrogarci sul senso del sacro. I personaggi sono figure insolite, per lo più marginali, insiti in scenari reali e onirici, in grado di creare un contrasto che induce allo straniamento. Zingare, viaggiatori, oggetti animati, creano un’atmosfera insolita, intimistica, quasi fiabesca, ma profondamente realistica. Il volume, infatti, vuole essere, in parte, un manifesto di condanna al consumismo e ai sentimenti a buon mercato.

La speranza è quella di costruire un Natale che sia autentico e pregno di sentimenti che ci rendano umani fuori dallo sbrilluccichio dell’irreale.

Il pregio di questo volume, sta nel saper coniugare la tradizione natalizia con l’innovazione , tant’è che il Natale, come archetipo, viene ricostruito in chiave contemporanea con una scrittura originale e scorrevole, che pur toccando temi complessi, rimane chiara e diretta rendendo la lettura accessibile a tutti.

“Mo’ vene Natale” di Maria Rosaria Pugliese è un’opera destinata a coloro che  desiderano scoprire un Natale spirituale e autentico, caratterizzato non solo da evasione, ma da una versione della festività introspettiva che invita ad andare oltre le apparenze.

“Mo’ vene Natale” rappresenta una svolta creativa dell’autrice, che con naturalezza passa dal genere noir e racconti realistici ad una interpretazione narrativa ibrida, che fonde tradizione, surrealismo e riflessione sociale. Un’evoluzione che arricchisce il suo percorso, confermando la capacità di reinventarsi senza perdere profondità.

Il volume, bilingue (italiano / inglese ), abbandona la struttura del giallo psicologico per una narrazione corale e simbolica  dove il Natale diventa spunto di riflessione sul consumismo e sull’aspetto valoriale di una società che tende alla superficialità.

Un volume necessario che pone il lettore di fronte ad un concetto di felicità artificiosa, quasi sofisticata, che si spegne con l’intermittenza delle luci natalizie, che assolve al ruolo di un sorriso di superficie di fronte alle strenne, alla corsa per esse, al giro vorticoso di un consumismo dei sentimenti che esclude e non include.

Anna Di Fresco