E’ stato ancora una volta la Stazione Leopolda di Firenze, lo splendido palcoscenico per presentare i vini della Guida AIS 2026, oltre ad assegnare i premi  Surgiva, e Maschio Bonaventura e proclamare il Miglior Sommelier d’Italia – Premio Trento Doc.

Tutto questo è accaduto sabato 15 Novembre davanti ad una vastissima platea. Quest’anno la fila per entrare era lunghissima, segno del grande e rinnovato interesse per l’evento.

La Guida 2026, curata da Andrea Dani e Gian Luca Grimani, è stata presentata dal Presidente dell’AIS Sandro Camilli e dal Presidente di Ais Toscana Cristiano Cini, alla presenza di Gennaro Giliberti della Regione Toscana, Giuseppe Salvini della Camera di Commercio di Firenze e Aldo Cursano di PromoFirenze, nonchè nel pomeriggio l’intervento del noto enologo Riccardo Cotarella.

 Ai banchi d’assaggio i 400 vini così suddivisi in 4 aree:

I 100 Grandi vini – Etichette note e vini storici: dalle nuove annate di vini come il Bolgheri Sassicaia 22 di Tenuta San Guido, il Montefalco Sagrantino 25 Anni di Arnaldo Caprai, sino al Soldati D’Antan Blanc de Blancs Brut 2013 de La Solca. Lunghe file nella zona in cui erano posizionati, anche perché le bottiglie venivano aperte ad una specifica ora.

I 100 Migliori Vini di Territorio – Premiati per la capacità di raccontare l’autenticità delle loro areali con schiettezza, come La Sibilla, con Campi Flegrei Falanghina Cruna del Lago 23,  il Romagna Sangiovese Predappio Vigna del Generale Riserva 22 di Fattoria Nicolucci, Le Oche Integrale 2019 di Fattoria San Lorenzo.

I 100 Vini Innovativi/Rivelazione – Cantine più o meno note che con vitigni, più o meno noti, stanno scrivendo il futuro. Anche qui solo qualche nome:  Alto Adige Sauvignon, Alto Riserva 22 di Weingut Romen, Quota 1100 Bianco 2024 di Terre dei Lontani, Inoltre 2020 di Adolfo De Cecco.

I 100 Vini Valore/Prezzo – come dice il nome di questa categoria fanno parte vini con un ottimo rapporto tra la loro alta qualità e l’accessibilità del prezzo, tra i quali Il Cesanese del Piglio Superiore Vajoscuro Riserva 2023 di Giovanni Terenzi, Castel del Monte Nero di Toria Ottagono Riserva 2018, Torrrevento, Ràmici 2022 di Leonardo Bussoletti.

Durante il corso della mattinata, sono stati assegnati, come di consueto, il Premio Surgiva e il Premio Maschio Bonaventura.

Quest’ultimo è una borsa di studio assegnata a tre allievi che hanno superato con il punteggio più elevato l’esame AIS. Uno per il Nord, andato a Bruno Chiappani di Ais Trentino. Uno per il Centro a  Patrizia Morlacchi di Ais Livorno. Uno per il Sud a Nicola D’Onghia di Ais Murgia.

Il Premio Surgiva, invece, è un sprone per tutte le delegazioni AIS ad impegnarsi in progetti di promozione della cultura del vino e dell’acqua, organizzato dal Gruppo Lunelli e consegnato da Camilla Lunelli. Questa edizione è stata vinta dall’AIS Campania con “Percorsi di Vite”, rivolto al mondo della scuola e attivo dal 2023, con in seno due progetti: Bere Consapevole, rivolto alla sensibilizzazione dei giovani sul consumo di alcol, e Vigna Resilience, dedicato al recupero di una vigna dismessa  intorno al mausoleo romano di Pianura a Napoli e realizzato con i ragazzi delle scuole elementari del quartiere.

Classificata seconda l’Ais Sicilia con Sicilia in Dolce. Un progetto che unisce vino e arte dolciaria. Terza classificata l’AIS Emilia Romagna che con “Contaminazioni” ha trasformato la propria sede in un hub culturale.

Evento di punta, come ogni anno, è stato la proclamazione del Miglior Sommelier d’Italia 2026. Premio Treno Doc vinto da Ilaria Lorini, Toscana, segno zodiacale Capricorno, come ha sottolineato Gianluca Semprini, storico conduttore degli eventi AIS Italia. Non dovrebbe essere necessario dirlo, ma è una donna e non ce ne sono state tante nella storia del premio, solo altre due: Lucia Pintore nel 1987, e Nicoletta Gargiulo nel 2007.

La Lorini ha coinvolto tutti nel suo racconto dei vini, prova per prova, ragionando ad alta voce, spiegando e motivando ogni scelta.

Al secondo posto e, alla sua seconda volta, Artur Vaso. Terzo classificato invece Andrea Montini.

Anche quest’anno le prove sono state ad alto tasso di difficoltà:

  • Quattro vini dell’Alto Piemonte da riconoscere alla cieca;
  • Un vino dolce da individuare nel bicchiere tra i 6 dolci elencati;
  • Il servizio al tavolo dell’olio e il pairing tra il piatto. Ravioli di Faraona, Zucca mantovana, mostarda, pioppini all’agro e salvia e un Trento Doc, indovinato da tutti: il Methius Brut Riserva 2019;
  • Stappatura con il cavatappi a lame e la descrizione di un vino d’annata tra: Taurasi, Brunello di MOntalcino e San Leonardo;
  • Prova di riconoscimento dello stile birraio.
  • Riconoscimento di tre distillati completamente blind.
  • Infine, la prova di comunicazione di un territorio, quest’anno il Marlborough, di un’etichetta, Unico di “Vega Sicilia”, e del personaggio Ampelio Bucci, il pioniere del Verdicchio dei Castelli di Jesi.

La Lorini l’abbiamo intervistata per voi. I dettagli sul suo percorso e sulle sue emozioni le racconteremo nel prossimo articolo. Intanto non resta che “spulciare” la guida alla scoperta delle eccellenze, categoria per categoria.

Antonella De Cesare