“Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni. Duemila anni fa abbiamo avuto Gesù. Nel millennio precedente avevamo avuto Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto San Francesco. Vedremo cosa ci attende ora, in questo millennio appena cominciato. Che, se non daremo retta a san Francesco, per l’umanità potrebbe essere l’ultimo.” 

Francesco: Il primo italiano, Harper collins edizioni  ultima fatica del noto scrittore e giornalista Aldo Cazzullo, incontra con spirito di indagine storiografica, la figura rivoluzionaria di San Francesco d’Assisi, ponendo a conoscenza i lettori della vita e delle opere dell’uomo, oltre che del santo, con la fondata convinzione di trarre dal Suo esempio, ispirazione.

San Francesco d’Assisi nasce il  24 giugno del 1182 da Pietro di Bernardone, noto mercante di stoffe, che si dice abbia chiamato il figlio Francesco proprio in onore della Francia e degli importanti guadagni ad essa legati. Cresce in un contesto storico controverso caratterizzato da guerre di potere. Con l’insorgere dei comuni, infatti, la città di Assisi si contraddistinse anche per la rivalità con  Perugia e le battaglie fratricide che ne conseguirono. Di notevole rilevanza nella storia di Francesco fu la battaglia di Collestrada dalla quale ne uscirono sconfitti e per mezzo della quale egli subì notevoli ripercussioni nella salute ma anche nello spirito.

Tuttavia,  non si esclude un ulteriore fattore che si ritiene abbia contribuito alle posizioni rivoluzionarie del Santo. Era il tempo delle crociate e delle lotte di potere, ma anche della floridezza economica e la nascita della borghesia mercantile favorì l’insorgere  della classe dei ricchi mercanti, del quale di Bernardone ne era un ben noto esempio.

Aumenta, dunque, la sperequazione tra le classi abbienti e i poveri, in uno scenario dove la carità cristiana è ben lontana. Gli ecclesiastici dell’epoca, sono distratti da impegni di natura politico statuale, nel mentre la società si evolve in senso negativo: lebbrosi, reietti, e poveri sono in largo aumento, condannati ai margini della società e non ben visti anche dalle autorità ecclesiastiche.

Francesco è ben inserito nella sua realtà sociale: è un giovane che vuole fare la guerra, che impara sin da giovanissimo a mercanteggiare; intelligente, lucido e attivo politicamente.

Qualcosa cambia, qualcosa che potremmo reinterpretare in senso laico, con il bisogno di rispondere alle esigenze morali che preponderano nel fare del giovane, e che motivano la sua voglia di combattere. Lottare per gli ultimi, disconoscere ricchezze effimere, e vivere la propria spiritualità all’insegna dell’umiltà, abbracciando i reietti e i poveri. Francesco, pur non disconoscendo l’autorità ecclesiastica, si impone di modificarne il contatto con la realtà degli ultimi, riportando la vita del Cristo morto in croce nel mondo medievale.

Un uomo coraggioso, e su questo punto è bene sottolineare che l’autore ha voluto porre l’accento proprio sulla definizione di “primo italiano”, per indicarne il coraggio di aver usato il volgare nella sua poetica. Francesco è primo italiano per questo, è il primo poeta di un’Italia a brandelli in cui la cultura era ad appannaggio di pochi e caratterizzata da un linguaggio lontano e aulico, il latino.

Iconico, nella storia del Santo, è il processo che vede un giovane Francesco scegliere la povertà e restituire al padre i propri indumenti apparendo nudo.

Una nudità che è autenticità, raccontata nelle duecento e più pagine di un volume che pone, il patrono d’Italia, come primo italiano, perché uomo libero, e perché Egli stesso rappresenta un’identità ormai negletta, pur se fondamentale. Un umanesimo ante tempo che  porta Francesco a porre gli uomini  al centro dell’Universo senza distinzione per censo. Uguali di fronte a Dio, di qui la nudità come contraltare alla ricchezza materiale e alla disuguaglianza sociale.

Un uomo di pace in tempi di guerra. L’autore riporta ai tempi di oggi, ugualmente controversi e poveri di umanità, un rivoluzionario che sceglie di rappresentare il popolo dimenticato; i poveri, i lebbrosi che abbraccia senza temere per la Sua vita perché a servizio di Dio. San Francesco parla con gli animali e in essi vede lo spirito di Dio, doma il lupo di Gubbio, parla con gli uccelli, abbraccia la natura. L’autore con questo volume intenso, dalla prosa diretta, priva di sofismi, regala ai lettori un esempio di vita che dovrebbe spingere l’uomo ad amare le creature della terra e a vivere in pace con esse.

Anna Di Fresco