
Tra le tante realtà enogastronomiche presenti nel nostro paese abbiamo voluto questa volta far visita al centro diurno di Roverino-Ventimiglia della SPES Onlus. Si tratta di un centro socio-riabilitativo nato nel 1996 dall’iniziativa di genitori di ragazzi con disabilità, di ogni età e genere. Una iniziativa vincente visto che da allora sono nate ben quattro strutture nell’estremo ponente ligure: due centri diurni per disabili a Ventimiglia e Bordighera, e sempre a Ventimiglia una Casa famiglia e il Dopo di Noi Sociale ( La casetta della Spes). Dal settembre 2013, i centri diurni di Roverino e Bordighera sono accreditati dall’Agenzia regionale della Sanità della Regione Liguria. I servizi che offrono sono molteplici, tra cui il trasporto disabili e l’assistenza domiciliare, tutti personalizzati, e gestiti da 30 dipendenti (psicologi, OSS, fisioterapisti e educatori) insieme alle famiglie.
Spes conta sul contributo fondamentale di un totale di 54 volontari e segue 71 persone nei più vari progetti sociali e riabilitativi.
Nel 2011 nasce poi COOP SPES con lo scopo di inserire nel mondo del lavoro le persone disabili, mediante il coinvolgimento della comunità e attuando l’autogestione responsabile dell’impresa. Come ci ha spiegato il Presidente, Matteo Lupi:
“La Cooperativa ha come oggetto le attività agricole in genere, con particolare riferimento all’agricoltura sociale, alla gestione di piccole fattorie didattiche; l’attività di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, compreso il catering; la vendita di prodotti alimentari; l’organizzazione di eventi ed escursioni; la gestione di attività di comunicazione istituzionale.”
Tra le attività c’è un vero e proprio servizio di catering e gestione di un negozio nel centro di Ventimiglia dove vengono venduti i prodotti della terra raccolti dai ragazzi. Agricoltura e cucina regalano quindi non solo sostentamento ma autonomia.
Matteo Lupi racconta:
“Per realizzare in pieno il sogno di autonomia delle persone con più alto funzionamento, Spes ha creato laboratori di cucina, trasformazione e confezionamento prodotti agricoli, serre sociali e sostenibili e un punto vendita in centro a Ventimiglia. In questi progetti di inclusione socio lavorativa Spes coinvolge 24 disabili e una decina di operatori e sono 8 i posti di lavoro creati per persone disabili o fragili nel settore agricolo o della ristorazione
Al centro del percorso di riabilitazione e di inclusione sociale si colloca l’ esperienza di cucina e gastronomia dove i ragazzi trovano piena realizzazione di sé e pure sostegno per cercare una vita autonoma dai genitori e pienamente vissuta. Nei laboratori si dà precedenza alla cucina tipica ligure, piatti della tradizione marinara come il baccalà, il branda o le sardine ripiene, così come i tipici prodotti da forno in cui sono utilizzati le primizie dell’ orto sociale spes, si pensi a Pisciadela, torte verdi e ripieni di verdure.”
Durante il pranzo abbiamo conosciuto Fabio, un veterano, che attualmente è riuscito ad ottenere la sua autonomia. Vive da solo e lavora. e ci ha raccontato la sua esperienza:
“Io praticamente sono un ragazzo che è nato nella SPES, sono in questa grande famiglia dal 2000. Ho cominciato con l’agricoltura, poi sono passato alla cucina lavorando con una “borsa lavoro” da “Pasta e Pasta” e ora sto facendo un altro percorso. Ho iniziato a lavorare in uno stabilimento balneare “Il Maestrale” sul lungomare di Ventimiglia, dove servo da mangiare, accompagno le persone ai lettini . In autonomia prendo la corriera da Roverino a Ventimiglia, andata e ritorno.Quando finisco vengo a fare delle attività qui nella SPES e poi andiamo a casetta nostra. Anche se ho ancora mamma e papà sono stato inserito nella struttura residenziale “Dopo di noi” e vivo in autonomia con altri 4 ragazzi e un badante, dal 2019. E’ un progetto per renderci indipendenti a fare le cose quando i nostri genitori non ci saranno più.
Io sono contento e sono fiero di me e devo ringraziare Matteo che ci mette la faccia e poi tutti gli operatori.”
E poi c’è la testimonianza di Giorgio Lodovici, 63 anni, di Vallecrosia, il papà di due splendide gemelle affette dalla sindrome di RETT. Anna e Giulia sono seguite da Spes, mentre lui si dedica alla cucina con altre persone disabili coordinando le attività di approvvigionamento e preparazione dei piatti sia per il negozio sia per la mensa della SPES di Ventimiglia. Giorgio sogna una città accogliente e un maggiore scrupolo delle Istituzioni nel capire i problemi vissuti dalle famiglie che invecchiano, e ci dice:
“Spes è il nome pensato dai genitori che nel 1996 hanno fondato l’associazione. Spes è speranza, fiducia in un futuro da costruire insieme e non più nella solitudine del dolore e delle angosce domestiche..”
Se vi trovate in zona, andate a conoscerli! Si mangia bene, sano e a kmO!
Parola di Antonella
Antonella De Cesare