
Terminata lunedì la quinta edizione di Wine Next, l’evento dedicato al B2B del mondo del vino e non solo, che si è svolta alla Fiera di Padova dal 20 al 22 settembre.
La città veneta, tutta un cantiere per i lavori della costruzione della nuova linea tranviaria, ha visto la partecipazione di oltre 2000 operatori che hanno incontrato in fiera più di 100 espositori e 750 etichette.
Uno spazio di oltre 3000 metri quadri quello del Padiglione 11 allestito in maniera elegante, con banchi in legno, aree relax e spazi ampi in grado di rendere agevole gli incontri. All’esterno anche due food track per potersi rifocillare tra una degustazione e l’altra.
L’evento, promosso dagli agenti di commercio del settore wine & spirits, della provincia di Padova in collaborazione con Padova Hall e in partnership con Dolomia, Rastal e Ais Veneto, ha visto la presenza di grandi distributori di vini e champagne, spazi dedicati agli spirits e tante aziende vitivinicole provenienti da varie parti d’italia in particolare da Veneto e Friuli.
Tra le aziende storiche, Schioppetto (GO), prima nel 1965 a produrre il “Tocai” in purezza, che oggi si può/deve chiamare unicamente Friulano. Tra le proposte in degustazione, la Linea del Pompiere, con l’etichetta della primissima bottiglia di Friulano prodotta, per un linea più giovane con uve provenienti dalle vigne per così dire nuove, di 20 anni. Poi “Maio Schioppetto” il vino che l’attuale proprietario ha voluto dedicare al fondatore dell’azienda, un friulano in purezza, da vigne di 70 anni, realizzato solo nelle migliori annate. Il loro è un viaggio che chiudendo gli occhi ti fa sentire tutti i profumi del collio.
Interessante il percorso della Cantina Canosa (VE), che propone la Garganega in purezza in più versioni, da “Gesto”, Metodo classico Extra Burt, una bolla semplice e gastronomica, a “Verso Riserva” 2019, 24 mesi sui lieviti, ancora di grande freschezza e sapidità da poterlo lasciar invecchiare ancora. Un chicca, “Oltre”, 50% Manzoni bianco, 50% Trebbianella di Soave, vitigno autoctono, dalle basse rese di cui vengono prodotte 1440 bottiglie numerate.
Ancora in Veneto, ancora una cantina che propone i vari volti del Friularo di Bagnoli, biotipo autoctono del Raboso del Piave, Il Dominio di Bagnoli (PD). Si comincia con una elegante bollicina, metodo classico tre anni sui lieviti, si passa ad un Friularo Classico, le cui uve trascorrono 12 mesi metà in cemento metà in botte, per un vino con un naso che spazia dal vegetale, alle spezie, al tabacco fresco, regalando poi una bocca avvolgente. Si prosegue con la Vendemmia Tardiva e il Passito di Friularo.
Non sono mancate nuove proposte come quella di Ianai (MC), 5 ettari e 3 terreni diversi per un unico Verdicchio di Matelica. Federico Sepe, lavora in maniera totalmente naturale avvalendosi di tutto ciò che il territorio gli mette a disposizione, e nel suo primo e unico vino prodotto si sente. È puro! È un matelica un po’ diverso, sicuramente profumato, in bocca è delicatamente agrumato, con una importante acidità, e una chiusura amaricante verso la mandorla.
Non solo vino, anche birra o meglio, Italian Grape Ale, ovvero le birre realizzate con il mosto d’uva del Birrificio Agricolo friulano Giulia. Nella Kristall Cuvée il Sauvignon con cui è prodotto si ritrova soprattutto nel finale del sorso. La Ribò è per così dire più birra, ma è impossibile non riconoscere i sentori della Ribolla Gialla con cui è prodotta. Interessate anche la linea classica, sullo stile belga, con quattro tipologie dai nomi “Nord”, “Sud”, “Est” e la “Ovest”, una Ambrata che strizza l’occhio alla Guinness.
Altra scoperta interessante la nuova gamma di prodotti proposta da Eleven Trade, che ha aperto il suo business all’esportazione del vino spagnolo.
Una selezione di aziende di Cava partendo dalla sua zona di elezione, il Penedès, e l’Alzinar Brut Nature Reserva realizzato con i vitigni classici, Xarel·lo, Macabeu, Parellada, dall’azienda Vins el Cep, perfettamente rappresentativa per raccontare questa tipologia di bollicina.
Dall’Utiel – Requena, il Cavas di Marevia, racconta un territorio che si esprime con sentori di pietra focaia e una delicata bolla.
Ancora una scoperta direttamente dalla Castiglia è Vulcanus dell’azienda Encomienda De Cervera, un Sauvignon Blanc macerato dal colore ramato, complesso che richiede tempo per essere scoperto in tutti i suoi sentori. Si possono apprezzare profumi di erbe aromatiche, genziana, pepe nero, ma anche note più mediterranee, di olive, sia la naso, sia all’assaggio, percettivamente morbido in bocca, che si chiude con un amaricante di china.
Insomma, tante le proposte interessanti da promuovere dopo questa fiera, importante, in un momento così complesso per il mondo del vino.
Incontri diretti mirati sicuramente a fare business ma soprattutto a fare network, che poi è la vera forza per incoraggiare e dare respiro alle nostre eccellenze.
E allora l’appuntamento è al prossimo anno.
Buon Vino a tutti
Antonella De Cesare