Pranzo di Ferragosto

Titolo di un noto film, scritto, diretto e interpretato da Gianni Di Gregorio, il Pranzo di Ferragosto è ciò a cui molti si stanno preparando proprio in questi giorni.

Nella pellicola del 2008 in realtà è solo il pasto con cui si conclude una storia sulla solitudine della terza età: tre signore, mamme di amici, vengono lasciate a casa di Gianni, già figlio di madre vedova, dai figli che vanno in vacanza 14 e 15 di Agosto. Essendo ambientato a Roma, in una splendida Trastevere deserta, i piatti protagonisti sono quelli della tradizione romana e la pasta al forno di Maria, una delle anziane signore.

Spesso il giorno di Ferragosto, infatti, ci sono sagre tematiche con prodotti tipici locali, in paesi in cui viene anche celebrata la festività religiosa dell’Assunzione di Maria Vergine al Cielo. Altro rito per così dire “sacro” è la grigliata di pesce o di carne, in un parco o al lago, mentre chi passa la giornata al mare opta, magari, per l’Anguriata.

A Roma per il quarto anno consecutivo si organizza il Pranzo di Ferragosto per aiutare chi ha bisogno e chi è solo. 15 i municipi coinvolti per un totale di 3000 posti disponibili, così da dare la possibilità di passare ugualmente una giornata in compagnia e in luoghi freschi, come parrocchie e sedi di associazioni.

L’iniziativa, pubblicata sul sito del Comune di Roma, è stata realizzata dall’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute Barbara Funari, coordinata dal Dipartimento Politiche Sociali e i Municipi. La Funari  nel merito  ha dichiarato: “Ringrazio i Municipi e i Csaq (Case Sociali delle Persone Anziane e del Quartiere) per la collaborazione e per avere aderito a questa importante, consueto, appuntamento di Roma Capitale. Un evento  importante, ha sottolineato, voluto da questa Amministrazione per continuare a non lasciare solo nessuno. Un’occasione di festa per trascorrere il Ferragosto in compagnia, fare nuove amicizie e favorire l’invecchiamento attivo.”

Tornando al tema enogastronomico e parlando di abbinamento dei vini per il Ferragosto è chiaro che dipende sempre dalla pietanza, ma essendo notoriamente una giornata calda è più facile pensare in ogni caso a vini meno strutturati.

In genere i vini bianchi sono i più gettonati, e la scelta è vasta: dal Vermentino toscano, al Pigato, al Catarratto, insomma una lunga lista.

A bacca rossa si può raggiungere il centro Italia con il Lambrusco che sia Salamino, di Sorbara, o Grasparossa.Spesso è bistrattato, ma ci sono cantine che ad oggi ne valorizzano le peculiarità. Altre soluzioni possono essere vini realizzati con Schiava o Gamay.

Tra i rosati quelli indubbiamente più piacevoli sono di Bombino Nero, vitigno autoctono pugliese di Castel del Monte,

Le bollicine poi, che siano metodo classico o charmat, sono sempre perfette per rinfrescarsi. Per gli amanti delle birre, a parte le classiche bionde in bottiglia commerciale, si potrebbe optare per le Sour, ovvero birre acide, o le Gose, anche queste con una buona componente acida e anche un po’ salate.

Insomma, la cosa che accomuna tanti è quella di godere di una giornata di riposo, tale per la maggior parte dei lavoratori, all’aperto e in compagnia.

D’altronde l’etimologia del nome è “Feriae Augusti” ovvero il riposo di Augusto, evento che non durava solo un giorno ma la prima parte del mese dedita per questo sia al riposo dai lavori agricoli sia ai festeggiamenti.

E quindi è con questo auspicio che auguro a tutti Buon Ferragosto!

Antonella De Cesare