SPIZZICHI E BOCCONI di Erri De Luca

Con Spizzichi e bocconi (Feltrinelli, 2022), Erri De Luca firma un’opera che unisce memoria personale, storia collettiva e cultura gastronomica. Ma guai a pensarlo come un semplice libro di cucina o una raccolta nostalgica, sarebbe un grave errore. “Spizzichi e Bocconi è un racconto profondo, puro, in cui il cibo diventa strumento di narrazione, identità e resistenza.
Il punto di partenza è una riflessione netta: nella storia dell’uomo, la parola “fame” ha generato più timore della parola “guerra” o “peste”. Una frase, questa, che riassume bene lo spirito del volume, dove ogni boccone, ogni ingrediente, è legato ad esperienze di vita, di lavoro, di famiglia.

De Luca ci accompagna con la sua scrittura asciutta e intensa tra tavole imbandite con poco, cucine domestiche, mense di cantiere e campi base di spedizioni alpine. In questi luoghi si mangia non per piacere, ma per sopravvivenza. E anche quel poco ha un sapore che vale sempre la pena raccontare.
L’autore rivendica con orgoglio il proprio “palato del Novecento”, cresciuto nella scarsità, più che nell’abbondanza; formato alla necessità più che alla scelta. Ed è proprio questa esperienza, comune ad una generazione, che gli permette di osservare con lucidità il rapporto che abbiamo con l’alimentazione, sempre più condizionata da mode, consumismo e sofisticazione.

Nei suoi ricordi, invece, il cibo è semplice, condiviso, vero.
Ma il cuore del libro batte anche nelle ricette tramandate in famiglia. Protagoniste silenziose sono la nonna Emma e la zia Lillina, le cui preparazioni sono state raccolte dalla cugina Alessandra Ferri e trascritte fedelmente. Piatti semplici, ma ricchi di storia. Una storia non solo da cucinare, ma da conservare come eredità affettiva e culturale. Si tratta di una cucina povera nei mezzi, ma ricca di significato, nella quale ogni gesto – una frittura, un impasto, un soffritto – ha il valore di un racconto.
A completare il quadro ci sono gli interventi del biologo nutrizionista Valerio Galasso, che offre un punto di vista scientifico sulle pratiche alimentari narrate da De Luca. Senza mai sovrapporsi al tono letterario, Galasso aggiunge rigore e conoscenza, aiutando il lettore a comprendere meglio come il cibo influenzi salute, comportamento e longevità. È un dialogo equilibrato tra racconto e analisi, emozione e informazione.
Spizzichi e bocconi è dunque un’opera che parla di cibo, sì! Ma soprattutto di vita, di cosa significava mangiare quando non era per nulla scontato; di quanto fosse importante, in quel momento, saper condividere anche quel poco disponibile. Di quei gesti che hanno, nel tempo, costruito legami, trasmesso valori, lasciato impronte profonde nella memoria di ciascuno. In un’epoca che tende a dimenticare la storia, anche a tavola, questo libro ci invita a rallentare la nostra corsa, e a riflettere sul senso vero del nutrirsi.
De Luca, con il suo stile diretto e la sua forza narrativa, ci ricorda che il cibo è molto più di ciò che portiamo alla bocca: è radice, racconto, resistenza. Leggere questo libro equivale a sedersi a tavola con chi non ha mai smesso di dare valore a ogni singolo boccone.

Mauro Galliano