
Se fosse un segno zodiacale, Malta sarebbe un Gemelli. Un’isola con più volti, di cui sicuramente uno più rude e uno più gentile (kind) sia che si parli di persone, piatti, cittadine o spiagge. E’ un luogo dove convivono più lingue: il maltese (piuttosto complesso da comprendere), l’inglese, e l’italiano.
Ebbene sì, la nostra lingua è molto diffusa, anche se più tra i “vecchi” che tra i giovani come spiega Mario, tuttofare del The Exiles Hotel a Sliema “Siamo cresciuti con la vostra televisione, con la Rai e Canale 5. I giovani d’oggi imparano solo l’inglese. Hanno stimoli diversi”. Lui fa parte dei “Kind”, una persona estremamente gentile e disponibile a fornire informazioni, suggerimenti, e aiuti pratici.
Mai parlare di soldi ai maltesi, invece, perché potrebbero non prenderla bene. “Rude” il tassista di Gozo che per una corsa verso la costa (10 minuti di auto) vuole 15 euro e che alla domanda “Andata e ritorno?” senza rispondere si gira, alza il braccio e ti manda letteralmente a prendere il bus. (Gli ho detto “You are not Kind!” e da lì l’idea di questo articolo, quindi il colmo è che devo anche ringraziarlo!). Oppure la cassiera del Popeye Village, che si risente se le chiedi se ci sono altri accessi per visitare la Baia di Anchor, oltre a quello del villaggio cinematografico del film del 1980 su Braccio di Ferro, a 18 euro.
“Kind” invece il gestore del “Nappa Bar”, ad un metro dal The Exiles Hotel, che alla richiesta di assaggiare i vini maltesi, ci ha tenuto a specificare che non c’è paragone con quelli italiani, e quindi prima dell’ordine ci ha tenuto a farceli testare. Ha proposto un Medina Chardonnay, DOK Malta dell’azienda Delicata, un vino perfetto dopo il mare, fresco, e fin troppo facile da bere, in abbinamento, non proprio azzeccato, al formaggio tipico: il Ġbejna al pepe, formaggio a pasta molle fatto con latte di capra o pecora, con i consueti cracker (sono gli stessi negli aperitivi ed antipasti di tutta l’isola).
Non sono tanti i piatti peculiari, per lo più sono ricette a base di coniglio o zuppe. Da citare sono sicuramente i Pastizzi, piccole mezzelune di pasta sfoglia salate (simili a delle sfogliatelle napoletane) ripiene di crema di piselli, di formaggio o carne. Tra l’altro costano pochissimo.
Per far assaggiare un po’ dei sapori del luogo, i ristoranti propongono il “Maltese Platter” e anche qui ci si può trovare di fronte ad una esperienza “Rude or Kind”.
Da Ta’ Kolina, sul lungomare di Sliema il piatto è composto da: Ġbejna al pepe, salsiccia maltese, Bigilla (crema di fagioli) , olive ripiene, fagioli cannellini marinati, cipolle sottaceto, pomodori secchi, carciofi marinati e Hobz biz-zejt (pane).
Difficile riuscire a finire di mangiarlo! Tutto tanto, troppo, spinto su note acide e salate… Rude. Non ci si può fermare ad un’unica esperienza per giudicare. Fortunatamente da Trattoria Ad 1530 a Mdina è andata decisamente meglio! Il “Maltese Platter” è composto da: Ġbejna al pepe, una selezione di salsicce, pomodori secchi, pasta di ceci, Bigilla (crema di fagioli), olive ripiene, Ftira (pane locale), “Galletti”(i famosi cracker dell’aperitivo), conserva di pomodoro e olio d’oliva Xara. Non troppo diverso nella composizione, ma sicuramente nei sapori più delicati, particolari, quasi da leccarsi i baffi. “Kind”.
Le due esperienze culinarie sono state anche l’occasione per provare vini locali:
“La Torre Girgentina” di Marsovin, prodotto con la locale uva Girgentina, è un vino in cui sono preponderanti note di frutta a pasta gialla, poi Medina – Syrah 2023 dell’azienda Delicata, un piacevole rosso, di ottima freschezza.
Il “1919 – Malta Red, DOK superior ” 2024 di Marsovin è stato il migliore assaggiato. Un blend tra l’autoctono Gellewza e Merlot, intenso e di struttura, con sentori che vanno dalla frutta rossa in confettura al tabacco, non di spiccata freschezza.
In merito a questo bisogna considerare che il clima di Malta è pur sempre quello mediterraneo, caldo, molto simile a quello di alcune regioni o isole italiane. Ha tante similitudini, ad esempio, con Pantelleria, non solo per la surmaturazione delle uve ma anche per i colori, le coltivazioni e i paesaggi. D’altra parte dista solo 80 km dalla Sicilia.
Attraversandola con l’auto si alternano alla vista aeree rurali, poco curate, “Rude”, a piccole bomboniere come La Valletta, “Kind”! Suggestiva per essere un turistificio. Non tutta l’isola ha accessi al mare e le spiagge o sono mozzafiato o più che altro porti. Per fare degli esempi, Ghadira è “Kind” con la sua sabbia chiarissima, l’acqua cristallina, facile da raggiiungere e con un ottimo servizio spiaggia; la rinomata Golden Bay è “Rude”, poco curata e stracolma di persone. A Marsa Scirocco non si fa il bagno, ma è una piccola bomboniera, di passaggio per St. Peter Pool, una piscina naturale splendida, ma deturpata dove quell’acqua di un profondo blu si sporca in continuazione a causa degli scarichi a mare. Altra bellezza naturale con un mare da favola è la Blue Lagoon di Comino, che come St. Peter Pool, nasce “Kind” e si presenta “Rude”. Alcuni scogli non sono visibili perché pieni di ombrelloni infilati quasi nell’acqua, il profumo del mare è coperto da quello dei panini, e bisogna fare molta attenzione mentre si nuota perchè potrebbe essere in arrivo l’ennesimo barcone turistico.
Insomma, un’esperienza da fare, come sempre, su cui ci sarebbero ancora tante cose da raccontare. L’importante, quando andrete, è sapere che avete a che fare con un gemelli.
Buon Viaggio
Antonella De Cesare