Il successo di Roma, con oltre 80.000 visitatori, è il biglietto da visita con il quale la mostra “Tolkien. Uomo, professore, autore”, approda sotto il Vesuvio.

A cinquant’anni dalla sua scomparsa, ed a settanta dalla pubblicazione dei primi due volumi de Il Signore degli Anelli, la mostra, che omaggia il celebre scrittore inglese, è stata inaugurata, dal ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, al Palazzo Reale di Napoli lo scorso 16 marzo e sarà possibile visitarla fino al prossimo 2 luglio 2024.

La mostra, promossa dal ministero della cultura con la collaborazione dell’università di Oxford, si presenta con il suggestivo scenario delle sale belvedere, poste proprio al piano terreno, nel cuore del complesso monumentale, e che sono apparse subito come la sede ideale per un’esposizione. Una esposizione che si rivolge a un pubblico ampio e vario come quello che attraversa tutti i giorni i cortili di Palazzo Reale”.

Gli occhi del visitatore, nell’avvicinarsi alle sale, vengono da subito rapiti dalla gigantografia dello scatto di un Tolkien riflessivo, che sembra quasi annunciare il percorso unico ed affascinante nel quale verrà catapultato di lì a breve. Da subito, risalta anche la grande differenza rispetto alle mostre allestite precedentemente a Oxford, Parigi e Milwaukee, dove sono stati messi in evidenza gli aspetti delle opere letterarie dell’autore. A Napoli invece, così come a Roma, Tolkien è posto al centro di tutto. La mostra, infatti, racconta l’autore a tutto tondo.

Tre le sezioni: uomo, professore e autore. Il percorso umano, l’amore per le lingue, il lavoro accademico, la grandezza narrativa. Tutto descritto sapientemente nei 1700 pezzi, tra libri, oggetti, lettere e ricostruzioni, in modo così, da accompagnare per mano  il visitatore nella straordinaria dimensione dello scrittore.  In una delle sale, poi, l’impatto di una grande libreria, dove fanno bella mostra di se decine di traduzioni in tutte le lingue, a dimostrazione, ove ve ne sia la necessità, che la saga scritta dall’autore è tra le più popolari della letteratura mondiale, quasi a sentenziare il perché  Tolkien continui ad essere uno degli scrittori più letti al mondo.

Ampio risalto viene anche dato al rapporto che lo scrittore ebbe con il nostro paese, l’Italia, e con la sua lingua, tanto da dichiarare il suo innamoramento ed il sentirsi sperduto “senza la possibilità di provare a parlarlo”

I documenti, man mano che ci si addentra nella mostra, raccontano il cammino dell’autore inglese che con la sua opera continua, ancora oggi, ad essere ispirazione di cinema, letteratura e musica. Per gli appassionati, inoltre, la sala giochi con tanto di flipper e proiezione a ciclo continuo della trilogia del signore degli anelli. Tra le frasi e i commenti della mostra, risalta agli occhi una descrizione dell’autore inglese che credo racchiuda in qualche modo il pensiero di tutti: “un artigiano della fantasia e creatore di un universo alternativo con la sua terra di mezzo, una fiaba per adulti”

Da segnalare le prossime tappe della mostra a Torino e Catania. Come per dire…….. non finisce qui.

 

Mauro Galliano