Una passeggiata virtuale tra le strade di Napoli attraverso la storia della Massoneria nella toponomastica. È quello che Antonio Emanuele Piedimonte ci propone nel volume pubblicato da Edizioni Sub rosa “Le 99 vie massoniche di Napoli”. Un breve percorso mirato alla descrizione di luoghi e personaggi che hanno fatto la storia della massoneria nel Meridione d’Italia. Un viaggio attraverso biografie ed eventi storici poco noti.

Un cammino che parte da lontano da quelle vie e piazze della città che portano i nomi di illustri personaggi della Libera-muratoria: da Raimondo di Sangro di Sansevero e Antonio De Curtis in arte Totò, a Giorgio Ascarelli primo presidente del Napoli calcio, passando per l’ammiraglio Francesco Caracciolo e gli eroi del 1799 come la giornalista Pimentel Fonseca.

Una galleria di nomi e vicende che l’autore porta a testimonianza della Napoli capitale della massoneria europea. Politici, ecclesiastici, militari, docenti universitari, scienziati, ma anche medici avvocati, poeti artisti. Personaggi noti e meno noti, il cui vissuto è parte della storia collettiva del paese oltre che della città. Personaggi nati nel Regno delle Due Sicilie ma non solo. Un percorso storico che l’autore ripercorre partendo dagli albori della massoneria in Europa nel XVIII secolo e che con gli uomini formati nelle logge della libera-muratoria partenopea farà di Napoli una capitale culturale al pari se non più importante di quelle Europee. Ed è proprio a Napoli che la massoneria teneva fede “al suo cosmopolitismo, con l’unire in loggia svizzeri e napoletani, milanesi e francesi, piemontesi e inglesi; teneva fede al principio di tolleranza, ponendo fianco a fianco (…) il frate francescano al negoziante calvinista, lo spiritualista all’ateo e al cultore di scienze occulte”.

 

Carlo De Cesare