HO FRETTA

Notte insonne, cortisone a palla che circola arrogantemente nel mio corpo stanco ed alla mercé di una compagna di viaggio che continua a fare la voce grossa. Oggi va così, peggio di ieri ma spero che domani vada meglio.
Provo a vivere la mia vita anche in questo modo, l’ho sempre fatto, con i limiti che inevitabilmente si presentano dinanzi a me; che mi spiazzano tutte le volte che frustrano i miei sforzi. Stamattina altro bombolone di quelli previsti, mezzo litro buttato giù goccia a goccia nella vena che inizia a ribellarsi verso la metà.

Provo a fare esercizi mandando impulsi dal cervello alle dita dei piedi: E dai! Più veloci!. Muovetevi! Fate in fretta.       HO FRETTA!                                                                                                                                                                 Niente, nulla da fare, son queste le cose che mi fanno seriamente incazzare. Devo pensare ad altro intanto che mi concentro su me stesso. Finalmente è finita, mi ha sfiancato più del solito oggi…. sarà l’accumulo; beh, aspettiamo e vediamo che succede. Voglio rilassarmi un po’ ora’.  In questi giorni sto leggendo un libro che mi è stato consigliato: “Bartleby lo scrivano di Herman Melville”. Un volume che sta catturando tanto la mia attenzione e quella del mio coinquilino al quale spesso (e mal volentieri) chiedo assistenza per elencare nel taccuino le parole perse, a me ora sconosciute. Un lavorone per lui ma specialmente per me che gli devo stare dietro, in particolar modo quando dopo un po’ li cancella dalle pagine, quasi come a sfidarmi.
Sono preso e perso allo stesso tempo nella mia concentrazione su me stesso, sulla mia propositiva urgenza di riappropriarmi dei passi che mi sono stati rapiti. Li cerco, per ora non li trovo, sono più testardo di te stronza, dammi un po’ di tempo che ti riprendo.
Ah, quasi dimenticavo. Meno tre.

MAURO GALLIANO