Credo vi siano persone che non dovrebbero mai lasciare questa terra, per non permettere che intorno si crei un vuoto incolmabile foriero di smarrimenti e di incertezze. E’ vero che la sicurezza impressa da queste autorevoli presenze spesso ci fa dimenticare l’inevitabile vulnerabilità di un corpo padrone di casa della mente. Fortuna per noi che la memoria, gradevole bagaglio della nostra quotidianità, continua a farne vivere il ricordo.

Ciao Aldo, non dimenticheremo le tue parole, il tuo modo inconfondibile di raccontare, di trasmettere agli altri il tuo pensiero, la semplicità dietro la quale si nascondono sempre i grandi uomini.

Carlo De Cesare

Ringrazio Lucia Valenzi che ha immediatamente accettato di scrivere di Aldo Masullo per il nostro sito rendendoci partecipi di alcuni toccanti flash-back della memoria.

Grazie

Aldo Masullo ha sempre unito nel suo scrivere e nel suo agire lo studio con l’impegno politico e sociale. Ricordo già quando ero ragazza, studentessa di Lettere, e lui si candidò per la prima volta e fu eletto come indipendente nelle liste del partito comunista. Con il suo aspetto da “diavolo rosso” con le sopracciglia ispide, ma dai modi gentilissimi, era presente in ogni momento importante della vita napoletana. Tra le  altre cose gli sono grata per avere appoggiato la Fondazione Valenzi, in particolare i nostri progetti sulla memoria, e per averci onorato e allietato con i suoi interventi nella nostra sede. Interventi che incantavano per la capacità affabulatoria, ricchissimi di parole analizzate, quasi sezionate nel loro significato.
In questo tempo del virus che sembra  considerare la perdita di tante persone quasi un fatto trascurabile per il fatto che”in fondo sono anziani e già malati”, credo che la sua dolorosa perdita ci faccia toccare con mano come un contributo decisivo ci sia venuto fino all’ultimo giorno da un uomo di 97 anni che non ha mai smesso di offrirci elementi di conoscenza e di impegno.
Voglio ricordare la frase conclusiva di una sua testimonianza su mio padre, importante in realtà per quello che dice sulla nostra città: “con Maurizio sindaco i Napoletani inauditamente dimostrarono che il disordine civile non è la loro natura”. Teniamo fede a questo messaggio.

Lucia Valenzi

fondazione valenzi