Parlare di Only Wine ogni anno significa raccontare una realtà sempre in crescita che rafforza il suo essere punto di riferimento senza perdere la sua genuinità e la sua capacità di ascolto del mondo del vino.
A confermarlo l’organizzazione del  primo Wine Summit – Gli  Stati Generali del vino dei giovani produttori e delle piccole cantine.

Ma andiamo per gradi.

La manifestazione si è svolta come sempre nel luogo simbolo di Città di Castello (PG) il suggestivo Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, 25-26-27 aprile 2026, con il 40% in più di ingressi oltre i 160 produttori presenti, selezionati secondo il consueto criterio ovvero: under 40,  meno di 15 anni di storia e fino a 10 ettari di terreno coltivato.

 Sabato è stata oggettivamente una giornata complessa per i vignaioli perché primo giorno della manifestazione coincidente con un festivo, il 25 aprile.  Enorme l’afflusso di giovani, quelli ad oggi considerati dalle statistiche lontani dal mondo del vino.

In molti acquistavano bottiglie da condividere nel verde del giardino del palazzo insieme agli amici, restituendo al vino la sua vocazione principale: la convivialità.

Una edizione con un rinnovato parterre di cantine e un particolare incremento delle proposte dall’estero. Non potevano mancare gli storici produttori di Champagne, cui è stata dedicata anche una masterclass domenica mattina guidata da Gianluca Grimani, responsabile nazionale della Guida Vitae AIS.

Accanto a loro la Spagna con la Bodegas Josè Pariente e le sue aziende collocate in più zone della regione, in grado così di narrare autoctoni come il Verdejo, e Albarino, Treixadura, Godello, Loureira, Lado y Torrontes questi in blend nell’“A Vilerma” (Galizia). Molto interessante il “Victoria Rosado” (TEmpranillo, Garnacha, Viognier) dedicato a Victoria Pariete, capostipite dell’omonima azienda.

Più avanti, Vinostrano con una carrellata di vini provenienti da varie zone della Grecia per raccontarne i vitigni. Molto interessante “Azzardà” di Milia Riza il primo metodo classico di Agiorgitiko, assimilabile al nostro Sangiovese per caratteristiche enologiche ed etimologiche, significa infatti “Uva di San Giorgio”.

Sotto il gazebo dell’AIS – Associazione Italiana Sommelier, si sono poi tenuti gli Speed Wine, brevi incontri con interessanti focus dedicati ai produttori presenti: Wine Vibes il Sagrantino; Nobili Effervescenze; L’Equivoco del Nome (il ”falso” Gamay); Sospiri di Vite e di Tabacco. Un viaggio nella meditazione pura.

Altra nota di rilievo è il secondo appuntamento con il premio istituito dal Corriere dell’Umbria “Tralci di Vita”, vinto quest’anno da GAVI Giovani, APS nata per valorizzare il territorio del Gavi, riunendo sotto quel tetto 32 giovani produttori con una età media di 29 anni, “ Giovani produttori che hanno fatto della collaborazione una cifra identitaria, trasformando una nuova generazione del vino in una visione condivisa. Non solo una rete di imprese, ma un racconto collettivo che tiene insieme radici e innovazione, appartenenza e apertura. In questo sta lo spirito di Tralci di Vita: premiare non solo eccellenze, ma modi di abitare il vino come esperienza umana.”

Come già anticipato in apertura, lunedì mattina si è svolto un importante appuntamento: il primo Wine Summit – Gli  Stati Generali del vino dei giovani produttori e delle piccole cantine, durante il quale è stato firmato il “Manifesto dei Giovani Produttori e delle Piccole Cantine”. Un importante documento, un decalogo che definisce una condivisa visione per il futuro del settore:

  1. Il vino come espressione autentica dei territori
  2. Il valore dei giovani produttori e delle piccole cantine
  3. Il vignaiolo custode del paesaggio
  4. Centralità della qualità e dell’identità
  5. Biodiversità come bene strategico nazionale
  6. Sostenibilità concreta, ambientale ed economica
  7. Innovazione e ricerca nel rispetto dei territori
  8. Formazione ed educazione al vino
  9. Ruolo della ristorazione e della sommellerie
  10. Dialogo continuo tra filiera e istituzioni
  11. Trasparenza e legalità
  12. Il vino come patrimonio delle future generazioni

Ad aprire i lavori del Summit Andrea Castellani, Ideatore e Project Manager di Only Wine; Francesco Saverio Russo, selezionatore delle cantine di Only Wine, e Francesca Romana Gigli, CEO di Leeloo, società promotrice del Wine Summit insieme ad Only Wine e  responsabile della comunicazione di Only Wine. Letizia Guerri, Assessora al Turismo del Comune di Città di Castello, ha portato i saluti del Sindaco e del Presidente del GAL Alta Umbria, Mirco Rinaldi, oltre a siglare per prima il Manifesto.

Un momento di confronto da cui sono emersi temi di grande rilievo: dalla difficoltà di accesso al credito, aggravata da requisiti sempre più stringenti, alla necessità di comunicare il vino in modo più semplice, fino al miglioramento della formazione degli operatori del settore e molti altri ancora.

A intervenire sono stati  i rappresentanti dei giovani produttori, delle istituzioni e delle associazioni di categoria: l’On. Mirco Carloni, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, l’Eurodeputata Camilla Laureti, Diana Lenzi, Responsabile dell’Ufficio Vitivinicolo di Coldiretti, Federico Sciurpa, Vicedirettore del Corriere dell’Umbria Giuliano Rossi, Presidente di VINARIUS, Cristiana Chiacchierini, Delegata Umbria dell’Associazione Italiana Donne del Vino, Davide Merlini, Vicepresidente di Noi di Sala, Manuela Zennaro, giornalista di Gusto – La Repubblica, Catia Minghi, di Momenti DiVini e del Prof. Francesco Ruzzi, agronomo e docente dell’International Campus dell’I.I.S. “Patrizi-Baldelli-Cavallotti”.

Contestualmente la nascita dell’Osservatorio Permanente, che sarà presentato ufficialmente nelle prossime settimane presso il Senato della Repubblica e che “si configura come uno strumento concreto e operativo, pensato per raccogliere in modo sistematico le esigenze dei produttori e trasformarle in dati, analisi e proposte utili alle istituzioni”.

Un plauso ad Only Wine, quindi,  per questa iniziativa. Ora non resta che vedere i risultati dell’Osservatorio, perché come sottolineato dallo stesso “il futuro del vino italiano nasce oggi proprio dalle piccole cantine”.

Antonella De Cesare