La crisi del settore vitivinicolo è palese. I consumi sono ai minimi storici. I cambiamenti climatici, di vendemmia in vendemmia, mettono in difficoltà le produzioni. Malattie e parassiti inficiano intere annate produttive, basti pensare alla 2023; un dato che riguarda molte regioni. Criticità alle quali si aggiungono i dazi, l’innalzamento dei costi, i mutamenti socio demografici. Tutti fattori che sommati ai precedenti mettono l’economia del settore in ginocchio.
Il Consiglio e il Parlamento Europeo si stanno attivando: dopo l‘accordo provvisorio raggiunto a dicembre e il via libera della Commissione Agricoltura a gennaio, a febbraio è arrivata l’approvazione del cosiddetto “Pacchetto Vino”. Un insieme di norme a supporto del comparto, approvate dal Parlamento, (con 625 favorevoli, 15 contrari e 11 astenuti) pronte per essere inserite nella Gazzetta Ufficiale dell’UE ed entrare così in vigore dopo l’approvazione da parte del Consiglio dell’Unione.

I temi trattati all’interno del regolamento toccano vari temi. Vediamoli insieme:

AUTORIZZAZIONI e REIMPIANTI:
I vignaioli, secondo regolamento, potranno chiedere autorizzazioni per piantare nuovi vigneti, anche se, è ben noto che, per la produzione effettiva passano sempre diversi anni, con tanto di variazioni tra una vendemmia e l’altra. Queste imprevedibilità necessitano di tutela, motivo per cui, recita il regolamento: “è opportuno prorogare il sistema di autorizzazioni per gli impianti viticoli, rendendolo soggetto a revisione ogni dieci anni per valutare il sistema”.

Altro dato importante: la possibilità di non ricevere sanzioni in caso di mancato utilizzo delle autorizzazioni a causa  di circostanze eccezionali che impediscano la realizzazione di nuovi impianti.
Naturalmente nel regolamento sono menzionate norme legate agli ambiti territoriali, alle peculiarità regionali, a doc e docg, a vitigni estirpati da reimpiantare che possono essere concessi per viti che producono tipi specifici di vino o per motivi socio economici e ambientali legati all’area geografica, in via definitiva, per stabilizzare la produzione. Inoltre il regolamento prevede che: “ Gli Stati membri possono esigere l’estirpazione di vigneti abbandonati per motivi sanitari e fitosanitari.”

SOSTEGNO ECONOMICO
I cambiamenti climatici sono un problema da non prendere sottogamba e l’Unione ne deve tener conto sostenendo, con finanziamenti ad hoc fino all’80% dei costi effettivi, gli interventi di ristrutturazione e riconversione dei vigneti 
Un’attenzione particolare va ai vitigni resistenti e alle malattie che imperversano, come la flavescenza dorata, dove a sostegno della lotta ai parassiti altamente infestanti l’aiuto finanziario può arrivare fino al 100% della spesa ammissibile.

DEALCOLATI:
In risposta all’aumento della domanda, da parte dei consumatori, per i vini dealcolati o comunque a basso titolo alcolometrico, è nata la necessità di informare debitamente questi ultimi, attraverso una etichetta comune per tutte le produzioni degli stati membri.  Quindi con il termine “analcolico” o la dicitura 0,0% dovranno essere indicate le bevande con un titolo non superiore a 0,5% vol, mentre con il termine “a tenore alcolico ridotto” si indicherà un prodotto in cui l’alcool “è superiore allo  0,5 % ed inferiore ad almeno il 30 % del titolo alcolometrico effettivo minimo dei prodotti della relativa categoria prima della dealcolizzazione”
Non mancano norme per mantenere gli standard qualitativi della produzione, soprattutto per chi produce vini spumantizzati.

ETICHETTATURA
Come per i dealcolati, tutti i vini dovranno essere comunicati nel dettaglio attraverso informazioni in etichetta. Indicazioni che potranno anche essere specificate mediante un pittogramma o un simbolo comune. 
Una standardizzazione utile sia per i consumatori che per l’export.

COMUNICAZIONE ED ENOTURISMO
Si parla di offrire un sostegno più elevato alle microimprese e alle piccole e medie imprese: 30% di copertura rispetto al 20% delle grandi per azioni di comunicazione e promozione, con un aiuto finanziario dell’Unione che non supera il 60 % della spesa ammissibile.
In questa sezione è compreso anche il supporto all’enoturismo, attività ormai intrapresa da diverse realtà vitivinicole in diverse forme, e che è considerata da valorizzare e sostenere con un impegno per tre anni, rinnovabili due volte, per un totale di nove anni.

In conclusione si tratta quindi di un notevole supporto al settore, non senza lacune, così come hanno fatto notare dai vari comparti della filiera che, tuttavia, si ritengono nel complesso comunque soddisfatti per questi primi passi verso la valorizzazione e il sostegno al Vitivinicolo italiano.

Antonella De Cesare