
Il Carnevale, giunto ormai al termine, come ogni anno colora l’Italia con la sua carica di fantasia, e come ogni anno questa festa antica, con i suoi riti caratteristici, mescola passato e presente, con una creatività che coinvolge adulti e bambini.
Una festa che rappresenta un vero e proprio patrimonio culturale dalle origini lontane, quando l’atto di mascherarsi rovescia le regole gerarchiche sociali permettendo a tutti di poter vivere, anche solo per qualche giorno, una libertà simbolica prima del tempo della Quaresima.
Protagoniste indiscusse del Carnevale sono le maschere, da quelle storiche della Commedia dell’Arte- Arlecchino, Pulcinella, Pantalone – fino alla creazione di maschere moderne e fantasiose utili a cambiare identità e a sperimentare per un momento di essere una persona diversa. Accanto alla tradizione di mascherarsi resistono tradizioni locali, peculiari in ogni città di Italia, quali sfilate di carri allegorici in cartapesta, cortei in costume e rievocazioni storiche. Il Carnevale è un fenomeno culturale radicato nella tradizione italiana, e si conferma anche un importante motore di partecipazione e attrattività. Gli eventi organizzati coinvolgono amministrazioni locali, associazioni culturali e scuole, con un’attenzione crescente ai temi dell’inclusione e della sostenibilità nonché della valorizzazione del territorio.
Prendendo ad esempio la storica città di Padova, molto rinomata anche per l’evento del Carnevale, non possiamo non citare uno dei momenti più significativi di questa festa ormai conclusa, e nello specifico la sfilata degli undici carri che si è tenuta durante la prima settimana del mese di febbraio. Citandone solo alcuni, potremmo prendere in considerazione: “L’Olimpo e la Forza del Cuore”, ideatori e allestitori gli Amici di Codevigo, che hanno voluto rappresentare il potere dell’amore che è superiore anche a quello degli dei dell’Olimpo; L’Inferno di Dante 2026, ideatori e allestitori gli “Amici per Caso Granze APS”, dagli inferi prende forma un carro maestoso e sorprendente, che ripercorre in maniera spettacolare il viaggio letterario dell’autore esponente del dolce stil novo; Volando a Rio, ideatori e allestitori il gruppo Forever della Parrocchia di Creola, un tripudio di colori che portano il Brasile in Italia, mediante la narrazione della storia del pappagallino Blu tratto dal film della Century Fox “Rio”. Una storia di speranza e umanità che ben incarna lo spirito della comunità cristiana.
Nella descrizione degli eventi che hanno caratterizzato il Carnevale non possiamo non citare le sfilate del Carnevale di Viareggio, o le spettacolari maschere del Carnevale di Putignano che è uno dei più antichi di Europa ed infine il Carnevale di Venezia con il Volo dell’Angelo e il suggestivo corteo acqueo in Canal Grande.
Una festa che giungendo al termine non può non mettere in luce il suo aspetto più caratteristico e il contrasto, in passato certamente più netto, con il periodo di sobrietà caratterizzato dalla Quaresima.
Dal martedì grasso, al Mercoledì delle Ceneri e l’inizio dei quaranta giorni di digiuno e penitenza. Un passaggio talmente netto che in alcune tradizioni necessita di un funerale che viene incarnato nell’atto di incendiare la maschera simbolo o il carro principale. Un rito simbolico che va ad indicare la morte dell’inverno e la purificazione dai peccati.
In Campania, ad esempio, in alcune città, sono molto diffusi dei manifesti mortuari che citano, testualmente, la “morte di Carnevale”, con tanto di funerale che sta a simboleggiare la fine di una festa incontrollata e il ritorno alla vita quotidiana salutando il re della festa che con al sua dipartita porta via tutte le negatività dell’anno.
Anna Di Fresco