
Il Natale è il momento dell’anno in cui il tempo sembra rallentare. Le giornate si accorciano, le abitudini cambiano e si torna, spesso, a leggere con continuità. È anche il periodo in cui un libro può diventare un regalo particolarmente significativo. Baracca e burattini di Dario Buzzolan, pubblicato da Mondadori, è una proposta ideale per chi cerca una storia intensa, capace di accompagnare il lettore oltre le feste.
La protagonista del romanzo è Elle, un’attrice che vive il proprio lavoro con dedizione, ma che allo stesso tempo dipende da sostanze psicotrope. Intorno a lei si muove una famiglia segnata da una lunga storia di fratture e instabilità, che prende avvio dal nonno Ermes, attraversa il padre Ranieri e arriva fino al presente. Una genealogia in cui sembra ripetersi sempre lo stesso destino: quello di chi non riesce a restare, né in un luogo né in una relazione.
L’espressione popolare che dà il titolo al libro, fare baracca e burattini, diventa il simbolo di una fuga costante, di una tendenza a distruggere ciò che si è costruito per poi ricominciare altrove. Nessuno, in questa famiglia, sembra davvero capace di trattenere ciò che ama. A incarnare in modo emblematico questa dinamica è Ranieri, padre di Elle, medico convinto di poter alleviare il dolore dei malati terminali fino a spingersi oltre il confine della vita stessa.
Le sue scelte professionali lo pongono al centro di una lunga e aggressiva campagna mediatica, che nel tempo lo riduce a una figura caricaturale: “il medico che voleva giocare a fare Dio”. Una definizione che finisce per svilirlo, esponendolo a pressioni pubbliche, isolamento e relazioni pericolose. Buzzolan racconta con equilibrio il peso del giudizio collettivo e il modo in cui l’opinione pubblica può deformare una vicenda complessa, cancellando le sfumature.
A fare da punto di riferimento per le tre generazioni è la Casa Blu, una capanna vicino al mare che nel corso degli anni diventa rifugio, luogo di lavoro, residenza temporanea. È l’unico spazio che riesce, a intermittenza, a riunire la famiglia. Attorno alla Casa Blu si concentrano i non detti, le omissioni e le zone d’ombra; ed è proprio lì che, lentamente, emergono le verità legate a una lunga scia di violenza, abbandoni e tentativi di rinascita.
Elle si trova a fare i conti con questo passato irrisolto, pagando sulla propria pelle il prezzo di una storia familiare mai davvero affrontata. Il romanzo segue il suo percorso con uno sguardo partecipe ma mai indulgente, mostrando come il dolore, se non riconosciuto, tenda a ripresentarsi sotto forme diverse.
L’autore scrive in modo misurato e incisivo. Lo stile è diretto, privo di eccessi, capace di affrontare temi complessi senza appesantire la narrazione. Baracca e burattini è un romanzo che parla di responsabilità, di scelte difficili e di eredità emotive, senza offrire soluzioni facili o consolatorie.
Una lettura adatta a chi ama la narrativa contemporanea italiana e le storie familiari che sanno raccontare, con onestà, le fragilità del presente. Un libro che resta, anche dopo l’ultima pagina.
Mauro Galliano