Nella impareggiabile cornice di Castel Sant’ Elmo, si è svolta la XXVI edizione del premio Emily Dickson.

Un premio letterario articolato in ben 7 sezioni: libro edito di narrativa o saggio edito, libro edito di poesie, anche in dialetto, libro o racconto inedito,  silloge inedita, poesia inedita in lingua o in dialetto, sezione speciale riservata agli studenti, sezione speciale “Dott. Ing. Ruggiero Cenere”. 

La professoressa Carmela Politi Cenere, organizzatrice e presidente dell’omonima Associazione, nonché scrittrice, poetessa, docente  e giornalista, anche quest’anno, nonostante le persistenti difficoltà legate alla pandemia, ha voluto personalmente seguire tutte le fasi di selezione e valutazione delle innumerevoli opere pervenute.

Coadiuvata da una giuria di indiscutibile valore, ai premiati oltre alla consegna di coppe e targhe, è stato, come di consueto, dedicato uno spazio personalizzato.

La lettura della motivazione, si è così trasformata in un momento di riflessione ed arricchimento, per tutti i presenti, oltre che gratificante per gli scrittori ed i poeti ai quali era destinata.

Quest’anno il riconoscimento dedicato alle  personalità del mondo della cultura e delle istituzioni, distintesi  per meriti e doti umane è andato allo scrittore Maurizio De Giovanni ed al giornalista Marco Altore.

Come la Presidentessa, Politi Cenere, ha più volte sottolineato, la realizzazione del Premio Emily Dickinson, richiede uno sforzo notevole, perché al tempo della lettura di tutto il materiale pervenuto, va aggiunto quello del confronto fra i giurati, della stesura delle motivazioni, oltre che all’organizzazione meramente tecnica della serata conclusiva. Un lavoro che però la Prof. Politi Cenere, affronta ogni anno con amore e passione e che non passa inosservato a quanti hanno il privilegio di prenderne parte.

Un Premio che ha conquistato sempre più pubblico e che salutiamo nella consapevolezza di vederlo ancora una volta ripartire, con lo stesso entusiasmo e la stessa passione di sempre , cui la Presidentessa ci ha abituati.

RENATA BUONAIUTO