“Continua…” chiude così il nuovo libro di Lello Marangio “Il braccio in concludente della legge” pubblicato da Homo Scrivens. Un finale che non sorprende, vista l’irreprensibilità del commissario Fabozzi che, appunto, continua, ad accumulare trasferimenti al pari dei punti spesa di un supermercato. Così mentre la gran parte degli scrittori si districa tra giudici, questori, ispettori, e beniamini vari, solerti risolutori di casi polizieschi tra le pagine delle numerose saghe disponibili in libreria, Lello Marangio con il suo “dissacrante” commissario dirime altrettante vicissitudini noir, ma con l’incongruenza di un imbranato, incapace, servitore dello stato. Non che il funzionario nato dalla fantasia dello scrittore Marangio sia da meno dei tanti suoi colleghi in bella mostra sugli scaffali delle librerie, anzi, a suo modo, è un eroe, un modello…da non imitare. Tuttavia, anche se sembra poco credibile, i casi Fabozzi li risolve! Sarà “a culo” come sottolinea lo stesso autore, ma li risolve. E allora c’è da chiedersi perché viene continuamente trasferito? Perché (sostiene lo stesso Fabozzi) se così non fosse, come farebbe l’editore Aldo Putignano a vendere i suoi libri in tutta Italia? Una risposta non convincente, ma in linea con gli incoerenti ragionamenti dello sprovveduto ispettore. Uno sprovveduto che tuttavia, a nostre spese, da irresponsabile di Pubblica Sicurezza continua…a soggiornare “a gratis” negli ottimi alberghi della famosa catena “La Genoeffa”. Per chi, infatti, non avesse avuto ancora la sfortuna di leggere le sue avventure gli basterà sapere che da quando il suo creatore, che non è lo stesso Nostro, gli ha dato vita, si è preso, come si dice, il dito con tutta la mano. Ma c’era da aspettarselo.

I volumi, che allo stato sono due, narrano i guazzabugli iniziali del “solerte” commissario e le successive, sciagurate imprese dell’indefesso dirigente che, nel maldestro tentativo di risolvere i casi a lui inconsapevolmente sottoposti, finisce per stravolgere per sempre la vita di chiunque abbia la sventura di incrociare il suo cammino. C’è quindi, purtroppo, un seguito delle vicende narrate. Sin dalle prime pagine di “Incontri ravvicinati con questo tipo”, si ha, infatti, la sensazione che, come si sul dire, al peggio non ci sia mai fine. Da ciò potreste essere indotti a pensare che Fabozzi sia uno dei tanti anonimi rappresentanti delle forze dell’ordine, magari soltanto un po’più sfortunato della media. Ma non è così perché, forse per invidia di un’altra creatura dell’autore “Al mio segnale scatenate l’infermo” letto ed apprezzato da Papa Francesco, è riuscito in questo volume a farsi aggiungere agli agenti della sicurezza del Vaticano ottenendo così, sempre per i meriti del suo fondoschiena, un ringraziamento particolare direttamente dal pontefice. Un eroe, quindi, dal quale, tuttavia, sindaci e prefetti da nord a sud della nostra penisola, preferiscono prendere le distanze e forse dal quale anche voi lettori probabilmente, al loro posto, fareste lo stesso. So già cosa state pensando, ma non c’è da preoccuparsi. Fabozzi nella realtà non esiste è solo frutto della fantasia di uno scrittore di testi per il teatro e la televisione, oltre che di testi ironici e iconici sulla disabilità. Non avrete mai la possibilità di incontrarlo in uno dei tanti commissariati sparsi per l’Italia. Non c’è da temere.  Almeno è quello che ci auguriamo, tuttavia non possiamo negare che qualche rischio possa esserci, perché come si legge alla fine dell’ultimo capitolo, purtroppo…continua…

Carlo De Cesare