Da domani al 28 settembre Torino ospiterà la 16esima edizione di “Terra Madre, il Salone del Gusto”. L’evento, organizzato da Slow Food, quest’anno festeggia i 40 anni e ricorda il suo fondatore scomparso a maggi, il gastronomo Carlo Pertini.

Lo ha ricordato così Serena Milano, direttrice di Slow Food Italia:

“Ci avevi chiesto che questa edizione fosse raccolta e camminabile. Chi arriverà in treno a Porta Nuova comincerà un viaggio nel mondo del cibo e, allo stesso tempo, una passeggiata in uno dei centri storici più belli d’Italia. Il nostro lavoro è prima di tutto restituire dignità e orgoglio ai custodi della biodiversità. E allora è giusto aprire per loro il salotto buono, portarli nel cuore della città. E grazie alla tua tenacia, che non è venuta meno fino all’ultimo giorno, avremo con noi, nella cerimonia di apertura, la più alta carica dello stato: il Presidente della Repubblica italiana”. 

Il claim di questa edizione è “Biodiversity – Be Diversity”, concetto che da sempre è il fulcro di Slow Food. La manifestazione, infatti, è occasione per celebrare la biodiversità del nostro paese declinandola in tutte le sue dimensioni: naturale, agricola, gastronomica, culturale e sociale, nonché come ricchezza e cultura di pace.

A testimonianza di quanto detto sarà la presenza di oltre 130 presidi Slow Food che hanno come obiettivo quello di salvaguardare piccole produzioni tradizionali a rischio d’estinzione.

Saranno proprio gli agricoltori, le contadine, gli allevatori, i pastori, gli artigiani e le artigiane, che con coraggio e determinazione si prendono cura di varietà autoctone, ad animare vie, piazze e cortili della città di Torino.

In questa occasione saranno presentati 12 nuovi presidi. In primis la castanicoltura tradizionale, che ha lo scopo di promuovere il recupero della coltivazione dei castagneti, oltre che tutelare e diffondere le varietà locali, divulgando la conoscenza della castanicoltura da frutto come patrimonio ambientale, sociale, economico e culturale collettivo. Un progetto che, partendo dal cosiddetto “albero del pane”, mette al centro la rigenerazione delle Terre Alte. Per saperne di più basta recarsi il 26 settembre alle ore 12.30 nell’omonimo spazio, allestito in Piazza San Carlo.

Stessa location per le “mele storiche” del Trentino, varietà coltivate al riparo dalla frutticoltura intensiva, con impianti a bassa densità, con concimi organici, in consociazione con altre colture e siepi, proprio per favorire la biodiversità.

Dalla Basilicata arrivano due presidi: Il formaggio caprino, casiello della montagna materana, e la strazzata di Avigliano, una focaccia gialla a forma di ciambella farcita con prosciutto, pecorino o provolone di vacca Podolica, proposta in degustazione nell’area espositori di piazza Vittorio Veneto.

Nello spazio della Calabria sarà possibile trovare l’aglio rosa di Nicastro con le sue striature colorate, l’oliva geracese, i fagioli pappaluni e la pèsca tardiva di Magisano  dal colore bianco-verde e sfumature rosate.

Dal Lazio arriva l’aglio rosso di Proceno, noto per la sua attitudine alla conservazione e alla digeribilità. Al contrario il pomodoro borsa di montone della val Bisenzio era stato abbandonato per le difficoltà di mantenimento, poi recuperato, è oggi possibile scoprirlo nello spazio Toscana.

Sulle ceneri dei vigneti distrutti dalla fillossera sono stati impiantati gli agrumeti che oggi in Sicilia producono il limone della Piana di Bagheria, appartenente alla cultivar femminello e che si distingue per la buccia liscia, il colore verde chiaro, la presenza ridotta di semi e l’elevata qualità del succo.

E poi c’è il miele di barena della laguna veneta a forte rischio di scomparsa per ragioni ambientali e climatiche. Le barene sono i caratteristici terreni di tipo argilloso-sabbioso della laguna di Venezia che conferiscono al miele un aroma leggermente amaro e salato. Purtroppo, le acque che si innalzano anno dopo anno continuano ad erodere le coste.

Queste sono le novità dell’anno ma di prodotti da scoprire ce ne sono tantissimi e i numeri delle attività in programma lo confermano:

200 conferenze, 65 Laboratori del Gusto, più di 60 Appuntamenti a Tavola, pranzi e cene, circa 30 incontri organizzati dall’Università di Scienze Gastronomiche, 400 appuntamenti in programma negli spazi dei Partner, dall’Italia e dall’estero. Di rilievo le attività del Terra Madre Off che focalizzano l’attenzione sulla città di Torino con 90 realtà (case di quartiere, spazi culturali, associazioni, ristoranti…) e della regione Piemonte.

I mercati, poi, di Via Roma, Piazza Castello, Piazza Vittorio Veneto e Piazzetta Reale, comprenderanno più di 600 espositori, produttori, artigiani, cibi di strada e birrifici artigianali di cui 40 provenienti dall’estero.

E infine l’Enoteca con oltre 300 etichette di produttori italiani aderenti alla Slow Wine Coalition che fanno parte del progetto Banca del Vino.

Antonella De Cesare