
All’ingresso di Veronafiere una enorme bottiglia di vino rossa, alta 10 metri e lunga 30, con in etichetta la scritta “Dentro c’è l’Italia”!
Non poteva esserci claim più azzeccato per la 58esima edizione di Vinitaly, motore di internazionalizzazione del vino italiano che mette in contatto i top buyer con le aziende vitivinicole. Oltre 1000 quest’anno, con operatori profilati provenienti da 70 paesi con in testa quelli del nord America!
È un evento che segna l’anno vitivinicolo perché è il momento in cui si presentano nuove annate, nuovi prodotti, nuovi progetti. Soprattutto è il momento per fare il punto della situazione sulla “salute” del comparto vino!
L’Osservatorio UIV-Vinitaly ha pubblicato un report dettagliato sui consumi e il profilo dei consumatori che si mostrano più moderati, che aumentano nella fascia 18-24 anni e che se il Prosecco è il preferito dai Millennials la Gen Z riscopre i rossi.
Proprio al fine di monitorare lo stato dell’arte e l’evoluzione degli stili è nato quest’anno anche l’Osservatorio Fipe-Uiv “Vino & Ristorazione” dalla collaborazione tra Unione Italiana Vini (Uiv) e Fipe – Confcommercio (Federazione Italiana Pubblici Esercizi). L’analisi ha evidenziato, tra i vari dati, che i ristoratori si aspettano una riduzione generale dei consumi ma un aumento della richiesta dei prodotti Low e No Alcol.
Ancora una volta il Vinitaly è quindi occhio di bue sulle nuove tendenze tant’è che all’interno del Palaexpo è stata creata un’area dedicata ai prodotti NO-LO. Nel padiglione della Regione Lombardia, nel cuore delle bollicine della Franciacorta, si poteva girare intorno all’area dedicata e degustare vini a bassa gradazione alcolica o a zero gradi, i cosiddetti dealcolati. Profumi, sapori, equilibri e strutture risultavano molto diversi rispetto ai vini “classici”, soprattutto nel caso dei rossi. Bollicine e vini fermi tendevano spesso a essere più dolci, sia per l’aumento del grado
zuccherino sia per il blend con vitigni aromatici. Al bar dedicato era inoltre possibile assaggiare cocktail analcolici e i No-Lo di aziende come Tavernello, Valdo, Cantina dei Colli Ripani, Piccinni e Zaccagnini.
Un comparto che si stima raggiungerà i 3,3 miliardi di dollari entro il 2028 motivo per cui il Masaf ha completato la normativa a dicembre 2025 e per il quale tante aziende stanno aggiungendo questo tipo di prodotti.
Un altro interessante focus consolidato in questa edizione di Vinitaly è il
“Vinitaly Tourism” un’area in cui si è fatto il punto sulla situazione e sul futuro del comparto turistico dedicato al vino con 15 convegni e 30 degustazioni in collaborazione con Wine Tourism Hub, centro di formazione e sviluppo dedicato all’enoturismo. Anche qui i dati sull’andamento arrivano da una ricerca, quella di Wine Suite “Report Enoturismo e Vendite Direct-to-Consumer 2026” da cui emerge che il pubblico delle esperienze in cantina è composto prevalentemente da
adulti tra i 31 e i 45 anni, con una spesa media di 39,4 euro. Si tratta di visitatori che viaggiano durante tutto l’anno, non solo nel tradizionale mese di agosto; la maggior parte dei turisti stranieri proviene dagli Stati Uniti. E, soprattutto, il 77% dei visitatori acquista vino. Insomma, un momento importante per fare il punto sul mondo del vino, che da anni affronta una crisi legata ai cambiamenti climatici, ai nuovi stili di vita e alla situazione economica globale. Un contesto in cui anche il modo di comunicare deve evolvere, trovando modalità più efficaci, semplici e vicine al pubblico.
Naturalmente Vinitaly è anche degustazioni, centinaia, negli stand dei 18 padiglioni dedicati alle regioni italiane con 4mila aziende che hanno raccontato l’Italia. Il Ministero dell’Agricoltura ha voluto accogliere i visitatori con un primo viaggio sensoriale, proprio nella bottiglia rossa su citata posta all’ingresso di
Verona Fiera. Un’esperienza immersiva con immagini di monti, colline e vigneti che scorrevano sotto i piedi; con statue, tra cui Bacco e Satiro, la Ninfa con Pantera e altre, provenienti dalla Galleria degli Uffizi e da Palazzo Pitti; e con 22 teche dedicate alle essenze di altrettanti vitigni simbolo, per un percorso olfattivo, sensoriale e conoscitivo.
Ovviamente sarebbe stato materialmente impossibile seguire tutti gli eventi o visitare tutte le cantine. Dopo intere giornate trascorse a “saltare” da un padiglione all’altro per lavoro, non restava altro che, in questa cittadina del vino, rilassarsi con gli aperitivi organizzati dai vari stand. Grandi feste in Calabria, Puglia, Abruzzo e, fino alle 22, anche al Palaexpo con l’After Vinitaly firmato Scapin: dj set, drink, food and relax… finalmente.
Appuntamento quindi al prossimo anno, con la 59ª edizione dall’11 al 14 aprile.
Antonella De Cesare