Domani si festeggiano i papà e i Giuseppe.
Il 19 Marzo, infatti,  è la Festa del Papà in nome del Santo Giuseppe, padre putativo di Gesù. Questo è quanto accade nei paesi di fede cattolica, essendo stata proprio la Chiesa ad introdurre la festività ai tempi di Papa Sisto IV. Un modo, quindi,  per valorizzare la figura paterna nel giorno in cui si ricorda appunto San Giuseppe, protettore dei padri di famiglia.
Tuttavia, come già accennato in precedenza, la ricorrenza non è universale, sia per la data che per la motivazione.
Nei paesi anglosassoni si festeggia la terza domenica di giugno, mentre in Russia, così come per la Tailandia, la ricorrenza assume un altro significato palesandosi come la “Festa dei difensori della patria”. In Germania, invece,  è “il giorno degli uomini” (Männertag o Herrentag) un po’ come la nostra “Festa della donna”. Un’occasione per gustare, oltre all’immancabile boccale di birra nelle caratteristiche birrerie, anche cibi tradizionali venduti dagli ambulanti per le strade. 
Anche questa festa ha, infatti, le sue usanze culinarie. In molti paesi i papà vengono festeggiati con grigliate e pic nic, dove regnano, in particolare per i tedeschi, i tipici Wurstel, Bretzel, Kartoffelsalat,. Per altri, invece è il cioccolato nelle sue svariate forme e gusti ad esprimere al meglio la solennità attraverso tutte quelle leccornie: dai cioccolatini alle praline, dalle guarnizioni alle torte.
In Italia ci sono le iconiche “Zeppole di San Giuseppe”, dolce campano a base di pasta choux, crema pasticcera e amarene decorative, cotte al forno o fritte e servite in un apposito vassoio che per l’occasione diventa ” ‘a guantiera” indicando con questo termine un grande piatto di portata pieno di dolci.
Ma le “zeppole” non sono le sole perché, come è giusto che sia, ogni regione custodisce le proprie tradizioni, rispettando in esse ciascuna ricorrenza. 
Molto simili alle “zeppole” sono, infatti, i siciliani “Sfinci di San Giuseppe” che al posto della crema pasticcera hanno, ovviamente, come ripieno, la ricotta di pecora e come decorazione arancia candita, ciliegie e granella di pistacchi, tipici prodotti regionali.
Similare è il “Bignè di San Giuseppe” che si fa a Roma, dolce fritto ripieno di crema pasticcera.
I toscani usano lo stesso dolce sia per festeggiare i papà che per il Carnevale: le “Frittelle di riso”, rigorosamente fritte. In Umbria, in particolare ad Umbertide, più che il papà si festeggia il Santo con il “Torcolo di San Giuseppe”, un ciambellone con uvetta, mandorle e pinoli, ricoperto di zucchero meringato.
L’Emilia ha i biscotti, le “Raviole bolognesi” mezzelune di pasta frolla ripiene di mostarda che vengono preparate proprio nel mese di Marzo. Dal 13 al 15, infatti, a Trebbio di Reno (Castel Maggiore -BO) in piazza della Resistenza si è svolta, quest’anno, addirittura la 214esima edizione della Festa della Raviola sull’onda di quel detto popolare “Ora et raviola” nel segno della convivialità dopo la Santa Messa.

E come per qualsiasi prodotto di pasticceria, anche per questi può essere abbinato un vino tendenzialmente dolce. Spazio quindi a Vin Santo, Passito di Pantelleria, Malvasia di Bosa, Branchetto d’Acqui e perché no! Il Fior D’arancio spumante dolce dei Colli Euganei. Naturalmente l’attenzione va rivolta alle distintive aromaticità dei singoli dolci per scegliere quello che meglio si sposa.

Il vino può essere anche un regalo perfetto per la festa dei papà. Conoscendo i gusti li si può rendere felici con una vecchia annata, con una bottiglia più particolare o, ancora,  con gli intramontabili classici. L’importante è rivolgergli un pensiero! Che festa sarebbe senza un lavoretto a forma di cravatta o di cuore, un biglietto multicolore con un disegno o una poesia, o più semplicemente … un whatsapp con un “Ti voglio bene papà…compra le zeppole che sto arrivando”.

Antonella De Cesare