
Il 2026 si apre con una triste notizia. La scomparsa di Arnaldo Caprai, l’imprenditore dell’omonima azienda nata nel 1971 e che da allora è uno dei simboli dell’Umbria del vino e del Sagrantino di Montefalco, vitigno autoctono che Caprai ha fortemente contribuito a rendere l’eccellenza italiana che è oggi.
Nato a Torino nel 1933, aveva 92 anni e la sua carriera era cominciata in tutt’altro settore, quello tessile, a 22 anni come venditore. Già in quell’ambito si era poi distinto, fondando nel 1966 l’azienda Maglital a Trevi (PG), specializzata in maglieria e prodotti in cashmere. Una passione per il merletto che lo ha trasformato in un vero e proprio collezionista. I suoi 25 mila pezzi sono attualmente esposti nel “Museo Virtuale delle Arti Tessili Caprai”.
Inglobando una società di tintoria prima e di filatura poi, negli anni ‘80 l’azienda era una vera e propria filiera tessile, divenendo ancor più nota nel 2011 grazie ai braccialetti in macramè realizzati dal figlio Luca e alla nascita del marchio Cruciani.
Dai merletti al vino. Negli anni ‘70 decide di acquistare la tenuta “Val di Maggio” di 42 ettari, sita a Montefalco e coronare, così, il sogno di fare il vino, intuendo il potenziale del Sagrantino. Un’avventura iniziata lavorando sui 4 ettari già vitati, e che oggi, a distanza di 55 anni sono diventati 160 coprendo tutta l’area della DOCG di Montefalco. Una tenuta dove si coltiva non solo il Sagrantino, ma anche l’altro autoctono, il Grechetto, oltre ad altre varietà alloctone.
Nell’ottobre del 2003, alla consegna delle onorificenze dell’Ordine “Al Merito del Lavoro”, viene insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, proprio per i suoi meriti in Agricoltura.
Ancora una volta Arnaldo Caprai mette in piedi un’azienda di successo. Ancora una volta in famiglia, con l’altro figlio, Marco, che dall’86 la porta avanti con creatività, ricerca continua e innovazione, i filari dedicati allo studio della vite e a segrete Cuvèè. Basta una visita in cantina per toccare con mano tutto ciò.
L’azienda è soprattutto ambasciatrice del territorio di Montefalco e del suo vino principe: il Sagrantino.
Un vino noto per la forza dei suoi tannini, per la capacità di invecchiamento naturale, i cui tralci, probabilmente
importati dall’Asia Minore dai monaci di rientro dalla Terra Santa, sono state le decorazioni rampicanti delle case della città di Montefalco. Un simbolo della città e delle sue tradizioni che prende il nome dal suo utilizzo come “vino sacro” nelle festività religiose. Dal Medioevo fino ai primi del 1900 era da intendersi come vino passito, poi “nella relazione generale della mostra Regionale di Vini ed Olii tenutasi a Montefalco tra il 13 ed il 20 Settembre 1925 “ come raccontato nel disciplinare di produzione “viene citata per la prima volta la versione del “Sagrantino Asciutto”, ovverosia vinificato a secco”. È però nei primi anni ‘70 che si diffonde come lo conosciamo oggi, grazie all’Ente di sviluppo dell’Umbria che ne avviò la produzione sperimentale di “vino Sagrantino”. La DOC arriva poi nel 1979 e la DOCG nel 1992, nelle tipologie secco e passito prevedendo l’invecchiamento obbligatorio di almeno 33 mesi, di cui almeno 12 in botte di rovere per la tipologia secco.
La storia del Sagrantino di Montefalco va di pari passo con l’evoluzione dell’azienda vitivinicola di Arnaldo Caprai, oggi internazionale. Un’attività che ha avuto un impatto importante sulla reputazione di questa eccellenza umbra, italiana, valorizzandone le potenzialità e rendendo vino e territorio noti in tutto il mondo. Come lui stesso ha spesso dichiarato, tutto ciò è possibile quando si lavora insieme. “Si vince solo con le persone!” è forse la frase più nota. Questo è solo uno dei valori che lo hanno reso quell’imprenditore appassionato e illuminato che è stato. La tutela e la diffusione del made in Italy, una vita tra tradizione e innovazione e la passione e l’energia del fare tramandata ai figli Luca, Marco e Arianna, parti integranti delle aziende. A loro il compito di continuare a tessere quel filo conduttore della vita lavorativa e personale di Arnaldo Caprai.
Antonella De Cesare