
Nella scorsa soleggiata domenica, nell’elegante Hotel Villa Pamphili, vista piscina, 40 aziende hanno stappato le annate più vecchie dei loro vini rappresentativi.
L’evento è’ “Life of Wine, viaggio nelle età del vino”. Un appuntamento fisso nella capitale da quindici anni per operatori del settore e per wine lover.
Ideato e organizzato da Studio Umami e Roberta Perna, esperta di comunicazione enogastronomica, con le cantine selezionate da Maurizio Valeriani, giornalista enogastronomico.
Un percorso fatto di verticali, che raccontano territori e annate, partendo dalla franchezza delle bottiglie appena immesse sul mercato fino a tornare indietro nel tempo agli anni 90.
E’ il caso dell’azienda “Colognole” (FI) e il suo “Quattro Chiacchiere”, Chardonnay in purezza dopo 6 mesi in barrique e 1 mese in acciaio; di solito trascorre 12 mesi in bottiglia prima di
finire sulle tavole. L’annata 1993 ne ha, invece, trascorsi decisamente di più e si racconta con un colore ambrato ancora vivace, con delle note ossidate molto lievi rispetto a quelle che ci si potrebbe aspettare, anzi, inebria, tra profumi e sapori di sambuco e mandorle.
L’annata 2000, poi, è freschissima, ma può succedere che le bottiglie dopo tanti anni riservino qualche sorpresa. In questo caso il tappo aveva una lieve muffa che sicuramente non permetteva di apprezzare appieno il vino ma a volte accade che anche dai difetti si possa comunque apprezzare qualcosa di buono. In questo caso, infatti, avvicinando il calice al naso e chiudendo gli occhi si aveva la sensazione di avere accanto al bicchiere un piattino con del bleau, praticamente un abbinamento già fatto.
Abituato ad invecchiare è l’Amarone e l’azienda “Gini” (VR), il cui claim è proprio “vini senza tempo da 15 generazioni dal 1570; ne ha portato una Riserva 2011 Monte Serea. Esile e dinamico è ancora un giovincello e questo anche perché, come spiega il produttore, le sue uve appassiscono al fresco, generando muffa nobile, proprio come una volta, e Claudio ci spiega perché: “Mio padre diceva sempre che le uve devono prendere freddo. Quando era bambino dormiva nella stanza sotto la soffitta dove c’erano le uve ad appassire e dove lui andava sempre ben coperto; di notte con la papalina.!“
Molto interessante è anche il racconto del territorio che fa il loro Soave, Garganega in purezza, proveniente da vigne a piede franco di 150 anni. Il territorio vulcanico con l’idrocarburo, la roccia bagnata, si esprime perfettamente nelle annate vecchie 2018 e 2014. Nella prima maggiormente al naso per un vino dalla sorprendente persistenza, nella seconda maggiormente all’assaggio, invertendo così le percezioni.
Una carrellata di vecchie annate l’ha portata l’azienda “Carpineto” (SI) che dalle sue tenute ha proposto: il Vino Nobile di Montepulciano Riserva annate 2020 e 1993, il Chianti Classico Riserva delle stesse annate, il Farnito, cabernet in purezza prodotto nell’areale di Montepulciano del 2019 e 1998 e infine due Brunello di Montalcino 2020 e 2012. Un percorso che parla non solo della longevità dei vini, delle espressioni di terreni diversi, ma di eccellenze del territorio toscano.
Ci spostiamo in Piemonte dove la Società Agricola “La Stradina” si è raccontata con la verticale di Gattinara, da uve Nebbiolo, partendo dalla primissima bottiglia, quella del 2004, quella prodotta da cinque amici d’infanzia che in quella stradina giocavano a pallone. Sei, le riserve da confrontare, in particolare sulla base degli andamenti delle vendemmie. La 2011, per loro ottima annata, regala un vino elegante; la 2020 e la 2019 che sorprendono per persistenza, e la 2017, quella di grande equilibrio. Infine la 2015 dove “il gattinara” esprime la forza di tutti i sentori speziati chinati, di caffè, senza mancare di freschezza.
Life of Wine, come dice il nome stesso, è un evento in cui si ha la fortuna di degustare verticali di annate vecchie, spesso uniche e introvabili, ma soprattutto è il racconto delle viti e delle loro capacità di invecchiare. Un racconto sostenuto dalle sapienti mani dei vignaioli per i quali le annate non sono solo i vini prodotti, ma la storia dello loro viti personali, familiari e dei passaggi generazionali.
Un evento per scoprire decenni di storie…di vite.
Antonella De Cesare