Con “Una parola per non morire” Garzanti editore, Sandra Bonzi, sancisce il ritorno della giornalista investigatrice Elena Donati.

Un ritorno atteso dai fedelissimi dell’autrice dallo stile sagace, che, dopo “Nove giorni e mezzo”   ( Garzanti 2022) ridà vita ad un personaggio molto amato dal pubblico: Elena Donati, madre imperfetta e cronista detective.

In questo volume, un thriller ricco di suspence, la protagonista si troverà a dover dipanare la fitta trama di una storia che ha inizio da un drammatico evento di cronaca nera: la sparizione di una ragazzina. Un caso complesso che, oltre a stuzzicare la curiosità giornalistica della Donati, le imporrà di non abbandonarlo più.   Sullo sfondo una famiglia pittoresca che dà vita a incantevoli personaggi in grado di costruire una piacevole sottotrama a tratti ironica, ma mai stucchevole.    

L’autrice poliedrica dalla scrittura elegante passa dal genere Thriller, al dramma familiare con intelligenza e coerenza, non perdendo mail il filo conduttore della storia.

Nel volume, infatti, Elena verrà descritta sì come una madre imperfetta, ma attenta e preoccupata per i figli, ormai ventenni, pronti a sbocciare in un mondo difficile e spaventoso; lo stesso che ha inghiottito nel nulla una ragazzina.  Un marito impigrito e stanco, proiettato verso il riposo bucolico nella casa di campagna, che si pone in contrasto con “il mare in tempesta” della moglie; un mare che ancora gorgoglia nelle sue vene e che la spinge alla ricerca della verità.

Una verità che non sempre è apprezzata dal caporedattore, giovane trentenne della testata giornalistica, che a spregio dell’integrità, nonché della storicità del giornale, apporta cambiamenti radicali come l’eliminazione della versione cartacea. Sensazionalismo, storytelling, social media, e interattività, si pongono all’ordine del giorno, rendendo, di fatto, obsoleto il modus operandi della Donati.

Elena che appartiene al classico mondo della carta stampata dove la verifica della fonte è propedeutica alla stesura di un pezzo, si troverà ben presto in rotta di collisione con il giovane caporedattore che ama invece lo scoop e le visualizzazioni sui social.                

“Sei fuori tempo massimo. Il giornale può brillantemente fare a meno di te, ma tu non lo vuoi ammettere. Sei incollata alla poltrona, incapace di cedere il passo a chi non può interpretare la realtà meglio di quanto tu possa anche solo immaginare. Sei legata a vecchi schemi di pensiero, a valori morali senza senso e metodi di lavoro che puzzano di archeologia industriale. Sei lenta, incapace anche solo di comprendere la velocità alla quale tu sei totalmente inadatta. Guardati allo specchio. Cosa aspetti a farti da parte?”

Parole crudeli che spingono la Donati a riflettere su quelle caratteristiche del suo lavoro che riteneva essere insopprimibili, ma che ad oggi sembrano renderla lenta e obsoleta.

Le era stato proposto il pensionamento anticipato, un’idea poco calzante per una donna che aveva vissuto gli anni migliori della sua vita in quella redazione che riteneva essere la sua seconda casa.

Ma nonostante la cocente delusione, la nostra protagonista non si arrende e con grande coraggio e impegno continua a condividere la sua vita familiare con quella lavorativa.

Ed è così che Il lettore sarà contestualmente travolto dai meccanismi di un’intensa indagine giornalistica e rallegrato dalla descrizione di situazioni di vita gradevoli, piene di ironia, dove persino il luogo dove si svolgeranno le indagini e gli incontri più importanti diventerà palcoscenico.

“Scenù” il bar che il padre ottantenne ha aperto con la sua nuova compagna sarà luogo di condivisione per Elena, che da madre, giornalista e detective, si trasformerà in figlia. Una figlia che dovrà affrontare il divorzio dei genitori ormai ottuagenari ma pieni di vita e passione.

Un Thriller contemporaneo, quello della Bonzi, che regala ai lettori attimi di pura serenità, misti a turbamenti emotivi e complesse riflessioni sul ruolo della donna nonché sul cambiamento, talvolta semantico, del giornalismo che deve attualizzarsi in un mondo veloce e distratto, pur rispettando la verità sostanziale dei fatti. Nel mezzo il dramma: la scomparsa di una ragazzina e il mistero che ne consegue.

Un volume che lascerà il lettore attonito di fronte all’intelligenza e all’eleganza delle immagini costruite abilmente dalla scrittrice al fine di avvicinare i protagonisti alla realtà quotidiana di ciascuno, senza mai, per questo, perdere forza narrativa.

Anna Di Fresco