
Si è conclusa sabato 13 settembre al Gran Teatro La Fenice di Venezia la 63esima edizione del “Premio Fondazione Il Campiello “. Vincitrice di questa edizione con 86 voti su 282 inviati dai giurati, è la scrittrice partenopea Wanda Marasco con Di spalle a questo mondo (Neri Pozza).
Un testa a testa come pochi, quello tra la scrittrice partenopea e Fabio Stassi lo scrittore del volume La notte dei libri bruciati (Sellerio) che ottiene dalla giuria dei Trecento Lettori anonimi , 83 voti.
Un volume intenso, quello della Marasco, che nelle sue pagine ha voluto ripercorrere la trascurata storia del medico partenopeo Ferdinando Palasciano e della moglie Olga Pavlova Vavilova, nello scenario di una Napoli di fine ottocento. Il medico, considerato uno dei precursori della croce rossa, con la sua azione rivoluzionaria ha innovato il contesto medico sanitario dell’epoca, proclamando il principio di neutralità dei feriti di guerra.
«Bisognerebbe che tutte le Potenze belligeranti, nella Dichiarazione di guerra, riconoscessero reciprocamente il principio di neutralità dei combattenti feriti per tutto il tempo della loro cura e che adottassero rispettivamente quello dell’aumento illimitato del personale sanitario durante tutto il tempo della guerra»
(F. Palasciano)
Una storia drammatica che si intreccia con quella della compagna di una vita, la moglie Olga, affetta da un’irrimediabile zoppia, sintassi di una vita spezzata da un’infanzia difficile vissuta nel cuore della gelida Rostov.
“Voi non credete che quando ci spezziamo è per sempre? “
È la domanda che Olga rivolge al pittore Edoardo Dalbono, e che sintetizza il dramma di una moglie devota che vedrà di giorno in giorno svanire i numi della ragione del tanto amato Ferdinando Palasciano, e che pone il lettore di fronte all’irrimediabilità e al senso di profonda solitudine nel quale, loro malgrado, si ritroveranno i personaggi di questa storia. Un’opera raffinata, dalla prosa elegante, come tutti i lavori della scrittrice partenopea, già vincitrice del Premio Bagutta Opera Prima, con il romanzo L’arciere d’infanzia (Manni, 2003) e del Premio Montale con la raccolta di poesie dal titolo Voc e Poè (Campanotto 1997).
La cerimonia, condotta dalla giornalista Giorgia Cardinaletti volto noto del Tg1 e dal cantautore Luca Barbarossa, è poi proseguita con la premiazione dei vincitori degli altri riconoscimenti previsti dal Premio Fondazione il Campiello: Antonio Galetta, autore di Pietà (Einaudi) vincitore del premio per l’Opera Prima ; Laura Pariani alla quale è stato attribuito il prestigioso premio alla carriera; Ilaria Mattioni e Chiara Carminati vincitrici delle categorie in gara nella quarta edizione del Premio Campiello Junior.
Una cerimonia, inoltre, dedicata anche alla celebrazione del vincitore del premio Campiello Giovani Giacomo Bonato.
Il diciassettenne di Arquà Petrarca si è aggiudicato il prestigioso premio, con il racconto Verso Oriente, scelto dalla Giuria dei Letterati, presieduta da Giorgio Zanchini. Il vincitore è stato annunciato da Raffaele Boscaini, Presidente della Fondazione Il Campiello e di Confindustria Veneto e da Mariacristina Gribaudi, Presidente del Comitato di Gestione del Premio Campiello.
Il racconto, di genere storico, ricostruisce la vita mercantile di Venezia all’epoca della battaglia di Lepanto, lo scontro navale avvenuto nel 1571, che comportò il declino del potere marittimo dell’impero ottomano nel mediterraneo, a seguito della vittoria schiacciante della Lega Santa guidata da Don Giovanni D’Austria. Il giovane scrittore con arguti richiami a temi attuali quali: l’istituzione del ghetto di Venezia; la libertà di culto per i cristiani presso gli Ottomani; l’influenza nella politica di guerra del denaro (banche e prestiti); fornisce ottimi spunti di riflessione sul presente.
Corsi e ricorsi storici di vichiana memoria, oseremo dire!
Gli altri racconti finalisti di questa interessante edizione del Premio Campiello sono stati: “Le cose cadono” di Valeria Arieti ; “Ferro e anima” di Giacomo Masut; “Fa male, il mare d’inverno” di Chiara Miscali; “Un posto nel mondo” di Aurora Vannucci.
Anna Di Fresco