
“La vita è un sentiero stretto in mezzo a un bosco, sale e scende, tra curve, sassi e buche, arriva davanti a un muro e lì finisce. Ma non per le donne di casa mia. Perché il bosco intorno sono i sogni e le fantasie, il muro in fondo è la morte, e ai sogni e alla morte loro non hanno creduto mai.”
Mie magnifiche maestre di Fabio Genovesi, Mondadori edizioni, è un’opera che celebra le donne che hanno plasmato la sua infanzia lasciando importanti segni nella vita dello scrittore.
Isolina, Gilda, Benedetta, Azzurra e Violetta, si materializzano, nuovamente, nella sua vita ad una settimana di distanza dal suo cinquantesimo compleanno, per rammentargli che la misura di ogni cosa viene stabilita dall’amore che si profonde. Maestre di vita, semplici, come tutte le grandi donne che costruiscono il destino di figli e nipoti nel silenzio della Storia.
Un inno alle donne, alla caparbietà, e alla loro resilienza.
Donne brillanti, che nella loro semplicità, trasmettono insegnamenti di vita attraverso le proprie vicissitudini narrate nelle pagine di un volume introspettivo dalla prosa elegante.
Un’opera poetica, intimistica, mediante la quale l’autore toscano ripercorre una parte della sua infanzia, così come nel precedente volume “Il mare dove non si tocca” solo che, questa volta, l’autore ha voluto magnificare le vite straordinarie delle donne del suo passato, immaginando un trasognante ritorno.
Una presenza, tuttavia, non solo onirica, ma palpabile, quasi reale. Ombre del passato che in anima e corpo lo hanno visto crescere educandolo con amore, facendo riemergere così quegli insegnamenti quasi sopiti nel profondo del cuore.
Con magica nostalgia incontrerà zia Gilda che lo conduceva a tutti i funerali, quasi per vincere la morte con la propria presenza fisica; la nonna Isolina che per reagire ad un matrimonio fatto di violenza ha dovuto ricorrere ad un colpo di falce nel fianco del marito; la madre, ancora presente, alla quale l’autore si rivolge costantemente per imparare a vivere la vita con il giusto peso.
Incontreremo il Fabio bambino, curioso e insaziabile, distratto da quegli zii dalle vite straordinarie che, come spesso facciamo tutti noi, riserva all’abitudine la delicata presenza delle donne.
Un volume commovente nel quale è possibile rivedere una parte del passato di ciascuno di noi, cosa che spinge a interpretare la vita con un orizzonte più ampio; oltre la morte.
L’autore originario di Forte dei Marmi, fa della sua terra e dei colori di quest’ultima, lo scenario del cuore nel quale muovere i ricordi di una vita e regalarli al lettore che si innamorerà di ogni singolo personaggio rievocato dal passato. Vero e potente, il volume “Mie magnifiche donne” trascinerà il lettore tra le braccia di nonne e zie nelle storie di un passato che accomuna un po’ tutti, insegnandoci che l’assenza è solo mancanza di presenza fisica.
Anna Di Fresco