L’estate è il tempo sospeso per eccellenza. Mentre il mondo rallenta, i pensieri si fanno più leggeri, e la mente è finalmente libera di esplorare territori inesplorati. Ed è proprio in questo spirito che vi proponiamo una lettura sorprendente e delicata, capace di farvi viaggiare ben oltre la meta delle vostre vacanze: Il sesso degli alberi di Alessio Arena, edito da Fandango Libri.

Non fatevi ingannare dal titolo poetico e un po’ misterioso: quello di Arena non è solo un romanzo sull’infanzia, ma un viaggio interiore potente e malinconico, raccontato con una scrittura limpida e diretta. Protagonista è Matteo, un bambino di dieci anni che si muove nel silenzio rarefatto di una famiglia ferita. Una madre distante, un padre musicista su una sedia a rotelle, e un dolore che non viene mai nominato. Quando il padre si toglie la vita, Matteo viene sradicato e trapiantato a Napoli, in una nuova famiglia, in una nuova realtà che sembra parlare un’altra lingua.

Napoli, con la sua vitalità caotica e le sue contraddizioni, funziona da catalizzatore per la crescita di Matteo. In questo nuovo scenario, il ragazzo sperimenta emozioni non ancora esplorate e prende lentamente coscienza di sé, lontano dalle ombre silenziose della casa d’infanzia.

Arena costruisce un’identità narrativa che non nasce dall’origine, ma dallo spostamento. In un tempo in cui l’appartenenza è terreno di scontro, il romanzo racconta cosa succede quando ci si forma altrove, lontano da casa, nel confronto con ciò che è diverso.

Il titolo stesso è un invito a guardare oltre la superficie: gli alberi non hanno sesso nel senso umano del termine, ma sono creature che si trasformano, che si adattano, che vivono in simbiosi con l’ambiente. Come Matteo, che deve imparare a fiorire in un terreno nuovo, spesso ostile, ma anche generoso di bellezza.

La musica attraversa il romanzo in modo discreto ma costante: è il passato del padre, ma anche una chiave stilistica. La scrittura di Arena, non a caso cantautore, è ritmica, attenta alla sonorità delle frasi, costruita per alternanze di pieni e vuoti, quasi fosse una partitura.

Il sesso degli alberi è il libro giusto da infilare nello zaino prima di partire. Non solo per la bellezza della scrittura, ma perché ci ricorda che le radici non sono solo quelle che affondano nella terra, ma anche quelle che cerchiamo dentro di noi. E cosa c’è di più estivo che concedersi il tempo per cercarle?

Che siate sotto l’ombrellone, sdraiati sull’erba di un prato di montagna o in un lento pomeriggio in città, questo romanzo saprà accompagnarvi con grazia e profondità. Arena non ha paura di parlare di dolore, di identità, di crescita, ma lo fa con una leggerezza che somiglia a quella delle foglie mosse dal vento. E in fondo, l’estate è anche questo: un momento perfetto per lasciarsi portare dove non avevamo previsto di arrivare.

Mauro Galliano