
Sembrerebbe scontato ma non lo è.
Eh sì! Perché non sempre la seconda creatura di un autore ottiene lo stesso gradimento della precedente. Di certo per le case editrici è sempre e comunque una scommessa, ma per dirla in gergo calcistico diciamo che, con questo tipo di pubblicazione, gli editori “giocano in casa”.
Nel caso della Recchia credo sia andata più che bene a giudicare dai consensi dei lettori, a circa un mese dall’uscita del suo secondo volume.
Ma non è per questo che abbiamo scelto questo lavoro come primo consiglio della rubrica “E…State con noi”.
L’estate è senza dubbio un periodo di relax, ma anche un’occasione per guardarsi intorno in un mondo che ogni giorno ci appare sempre più distante e sempre meno comprensibile. Ecco che quindi un libro può esserci di aiuto per rilassarsi ma anche per riflettere sulla realtà che ci circonda.
“Io che ti ho voluto così bene” Rizzoli edizioni 2025 romanzo di Roberta Recchia, opera di intensa qualità letteraria che fa seguito al grande successo ottenuto con il volume “tutta a vita che resta” non è un sequel ma una rivisitazione dei fatti, già noti ai lettori, del primo romanzo che, questa volta, vedranno come protatoinista assoluto il giovane fratello tredicenne.
Un’adolescenza difficile quella di Luca Nardulli, innamorato in segreto di Betta Ansaldo, attesa per le vacanze estive a Torre Domizia.
Un’ attesa che verrà bruscamente interrotta dal ritrovamento, sulla spiaggia, del cadavere di quest’ultima.
Omicidio per il quale verranno condannati il fratello maggiore di Luca e il padre maresciallo, arrestato per favoreggiamento. Un’enorme tragedia che sconvolgerà il giovane, costretto
in seguito dalla madre, a trasferirsi a Bergamo dallo zio.
Un’adolescenza solitaria e dolorosa raccontata con dovizia di particolari dall’autrice romana, la quale, descrive i tratti di un romanzo intimistico dove solitudine, paura, e dolore, rappresentano gli ostacoli da alotrepassare per costruire il futuro.
Un femminicidio che coinvolgerà tutta la famiglia Nardulli copevole di portare lo stesso cognome del mostro.
Così Luca vivrà da orfano le stagioni di una vita spezzata da una colpa non sua.
Con questo volume diretto e spiazzante dalle pagine commoventi, l’autrice regala al lettore un romanzo profondamente attuale dove l’innocenza del giovane protagonista dal destino beffardo spinge a soffermarsi sulle vicissitudini di coloro i quali, loro malgrado, si ritrovano a portare il peso di colpe non proprie.
L’autrice, con fare esperenziale, non si limita a descrivere il protagonista, immerso com’è nel mondo che lo circonda, ma si addentra nei meandri della psicologia del giovane, che a tratti, appare privo di speranze, ed è proprio allora che la passione per lo studio lo emanciperà dal dolore aprendo uno spiraglio di luce nell’oscurità.
Luca accetta il suo destino e lo trasforma in energia atta ad affrontare il passato con le sue ombre, e il presente con gli ostacoli che ne conseguono. Un romanzo ricco di grazia che educa il lettore alla rinascita e al perdono, con un protagonista dai silenzi commoventi che dipingerà negli occhi verità bisbigliate.
Anna Di Fresco